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Polvere sul blues

In Italia, ora come ora, non è di certo il blues a farla da padrone. Tuttavia, esistono – sia lodato *inserire nome di una qualsiasi divinità* – gruppi che mantengono viva la fiamma di questo genere, quale per esempio i Movie Star Junkies.

Italiani come è vero che state leggendo una recensione, i cinque non si limitano ad omaggiare le gesta delle grandi icone del settore, bensì le reinventano dando quella sfumatura punkeggiante in più. Il risultato sono dieci tracce in lingua inglese (articolata anche abbastanza bene, non come certa gente) che parlano di quadretti di ordinaria quotidianità e di esperienze condivisibili tra esseri umani.

Belle le chitarrine sconsolate, corposo il basso e invitanti gli arrangiamenti ritmici.

Chi conosce i Mojomatics non farà fatica ad apprezzare l’operato dei Movie Star Junkies, i quali hanno dei tratti all’incirca simili ai colleghi compaesani. Ciò che ci ha affascinati in primis è stata la voce maschile, autoironica e quasi disorientata, che si sposa perfettamente con il clima suggerito dall’insieme strumentale. “Cold Stone Road”, giusto per farvi un’idea.

Pro

Contro

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