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    Mquestionmark

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M?schettieri

Gli Mquestionmark sono italiani che scrivono le canzoni in inglese. Gli Mquestionmark hanno un nome talmente inglese che solo a sentirlo viene voglia di infornare biscottini al burro. Gli Mquestionmark dicono: «Due bassi non sono troppi», ed è vero e, a riprova del fatto che se si fa una dichiarazione aiuta sempre dimostrarne la sua fondatezza, c’è il loro secondo album, che si intitola “One For All All For One” e nella sua mezz’ora dispiega una corposità inedita, sapiente ironia punk, un’autoproduzione accuratissima e collaborazioni illustri.

E nella loro energica immediatezza gli Mquestionmark si avvicinano il più possibile alla creazione di un sound personale. E a conferma c’è la voce di Laura Sghedoni, ancora più riconoscibile nei duetti: profonda e quasi parlata, trasforma “I Hate My Work” e “Dream Of Carrot” in pezzi garage dei Fiery Furnaces. Quanto a debiti, si parla a ragione dei Fugazi, ma anche Enon e Pavement rientrano nelle corde di una band che ha tutta l’aria di farcela anche senza paragoni. Ora, non rimane altro da fare che vederli dal vivo.

Una chiave: i titoli. Va bene che ai tempi del web 2.0 qualsiasi cosa somigli a un meme diventa subito storia, ma i titoli scelti dagli Mquestionmark si rendono interessanti e divertono in maniera genuina. A partire dal primo album, “Absolutely Pizza”. Memequestionmark.

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