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  • Mùm: Smilewound

    Mùm

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Il risveglio delle fatine dei denti da latte

Una porta che si apre lentamente, scricchiolando.
Un sottile raggio di luce rompe il buio: immagine similare al nuovo lavoro degli islandesi Mùm.
Il loro “Smilewound” arriva a quattro anni da “Sing Along to Song You Don’t Know”, ma stavolta le atmosfere sono, se possibile, ancor più soffici e rarefatte.
Gli ingranaggi elettronici di “Toothwheels” avviano il disco e quasi senza accorgersene, si insinuano piano e voce cristallina di “Underwater Snow”.
Sembra passato solo un secondo, eppure si è già in una discolabirinto fatta di rumori ovattati con “When Girls Collide”.
Così via fino a “Whistle”, sorprendente duetto con Kylie (sì, la Minogue).
Un gioco di sollecitazioni continue, in bilico fra melodia celestiale e rumore creato ad arte.
Sorprendente.

Finalmente il disco-paradosso che attendevo, fatto di contrasti armonici ed omogenei.
Da giorni, nella mia mente sono stabili quei piccoli dentini -riprodotti sulla cover- sospesi a fili colorati.
Ogni ascolto di “Smilewound” è la spira di vento che li fa tintinnare dolcemente, che mi solleva nuovi pensieri e sensazioni.

… Benedette siano quelle fatine che non vagano solo nei boschi, ma nella nostra testa.
Prima o poi, nei dischi, ognuno trova la sua.
Oggi vi presento la mia.

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