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Mumford annulla, Flynn raddoppia

Ci sono momenti nella storia di una band in cui accade qualcosa che può farti fare il salto di qualità, il passo dell’artista, il momento in cui si realizza di essere qualcuno; è quello che è successo a Johnny Flynn accompangato dai Sussex Wit in questa strana serata romana di festa.
Ma partiamo dall’inizio. Appena arrivati al Circolo, il grande caos che ci si para davanti suggerisce che è accaduto qualcosa: è così, i Mumford & Sons hanno annullato la loro esibizione, a quanto pare, a causa di una tonsillite che ha colpito Marcus Mumford.

Il merito del Circolo degli Artisti è stato quello di mantenere la calma, permettendo comunque a Flynn di suonare e consentendo l’ingresso gratuito a chiunque. La scelta è vincente, la band si ritrova davanti una sala che si riempe con una velocità spaventosa, il pubblico urla, applaude, balla, e la band risponde con interpretazioni calorose, numerosi ringraziamenti, larghi sorrisi.

La voce di Flynn è potente e intensa, proprio come il disco; i Sussex Wit accompagnano, emozionati e diveriti, questa calorosissima notte romana con precisione e intensità. Quando a fine di un set inevitabilmente breve la folla urla per l’encore, si capisce che questa è una serata storica e, forse, anche un crocevia per il giovanissimo cantautore britannico.

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