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Murky Red: Fra pomodori e paprika rossa

Murky red, ovvero rosso come la passione con cui questo combo belga ha creato un ottimo mix di rock’n’roll classico, country e hard rock. Dopo aver iniziato, come nella migliore tradizione rock, registrando nel loro studio privato, e formatisi in circostanze del tutto fortuite, i Murky Red hanno all’attivo una serie di gig in giro per piccoli locali belgi e un promo, “Time Doesn’t Matter”, destinato a diventare presto un full-length. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il fondatore, Stef Flaming, che ci ha parlato di progetti, di capelli rossi e di strani incontri al supermercato…

Ci raccontate brevemente la storia della band?
Nell’estate del 2010 ho registrato alcune canzoni rock nel mio modesto studio a casa. Io e Yolanda ci siamo chiesti come potevano risultare, se fossero state suonate da un gruppo di bravi musicisti. All’epoca non avevo ancora in mente di formare una band, ma l’idea ci è balenata in mente. Pochi giorni dopo, Yolanda ha incontrato per caso un ragazzo che aveva la nostra stessa macchina (abbiamo entrambi una Skoda Fabia arancio) nel parcheggio del nostro supermercato sotto casa. E, se non sbaglio, stava ascoltando i Guns’N’Roses. Hanno iniziato a parlare di musica e lei gli ha detto: “Non dirmi che sei un musicista”, dato che sembrava un bassista. E infatti lo era! Per farla breve, lo abbiamo invitato a casa nostra, ha ascoltato le nostre canzoni, ne era entusiasta, ha fatto un breve provino e, prima di accorgercene, avevamo trovato un grande bassista! Questa è stata la molla che ci ha fatto mettere le nostre canzoni online sui siti di diversi musicisti. Abbiamo avuto circa 20 responsi da diversi chitarristi, quindi abbiamo potuto permetterci di scegliere il migliore. È stato più difficile trovare un buon batterista, ma alla fine siamo stati contattati da un giovane e talentuoso asso delle bacchette. Sono tutti dei musicisti con grande personalità, proprio quello che cercavamo! Nell’autunno del 2010 abbiamo fatto le prime prove nella nostra mansarda, e tutto ciò grazie al nostro ingegnere del suono, che è molto importante per noi.

Quindi…. stessa macchina (rosso aranciato), capelli rossi e stessa musica… Non può essere una coincidenza, suona come un segno karmico.
Yolanda: È un segno del destino! Sai, fra di noi circola una battuta: i bravi musicisti si trovano fra la corsia dei pomodori e quella della paprika rossa. Quando ti serve un musicista, vai al supermercato a cercarlo.

Un modo decisamente non convenzionale di reclutare i membri di una band…
Yolanda: Sì, infatti… E non era nemmeno in vendita!
Stef: Tom è stato il motore che ha fatto scattare la ricerca di un bravo musicista. Ho sempre suonato con amici, ed è difficile dire a un amico che non sta facendo un buon lavoro. Abbiamo scelto gli altri membri via internet, e siamo stati fortunati.

Qual è il vostro background musicale?
Dunque, ho trascorso la giovinezza nei locali metal della mia città natale, negli anni ’80, dove ho trovato molte cose positive, come Slayer, Motorhead, Dio, Ministry, Destruction, Entombed, Napalm Death, ma anche Soundgarden, St Vitus, Ozric Tentacles, e ovviamente le formazioni classiche come Deep Purple, Led Zeppelin e Black Sabbath. Ho anche visto molte band live ai festival e nei club hardcore, come DRI, Attitude Adjustment, Sick Of It All, Suicidal Tendencies, Anthrax, The Exploited… troppe da elencare. All’epoca suonavo in due band thrash metal e abbiamo fatto molti concerti in Belgio. Poi, c’era uno show tedesco su una TV che si chiamava Rockpalast, e la lista di gruppi che ho scoperto lì è infinita. Poi ho scoperto la bellezza di Jimi Hendrix, dei Rolling Stones, dei Tindersticks, di Neil Young, di Johnny Cash, dei Pink Floyd, di Stevie Ray Vaughan, Hawkwind… e, in cima a tutti, Frank Zappa! Ho capito che questo tipo di musica era troppo divertente da suonare con la chitarra e che tutti questi artisti mi hanno ispirato.

Come vi è venuto in mente il nome “Murky Red”? E come si ricollega al vostro stile musicale?
Deriva dal fatto che tre membri della band guidavano la stessa macchina rosso aranciato, e dal colore dei capelli del nostro bassista Tom, che è stato la forza trainante per formare la band. Murky suona un po’ scabroso, così come la nostra musica.
Infatti, la nostra band è una vera squadra: ogni membro ha la propria voce all’interno del gruppo, non spetta ad uno solo decidere! Le decisioni sono sempre prese da tutto il gruppo. Tutte le canzoni sono state influenzate dagli altri membri della band, che provengono principalmente da diverse line-up e stili rock (punk, metal), o come il nostro batterista, che suonava tutti i tipi di generi musicali. Il fatto di avere tante influenze diverse ha arricchito le nostre canzoni.
[PAGEBREAK] Chi è l’autore principale? E chi si occupa di scrivere i testi?
Io sono il compositore principale, e scrivo anche i testi. Prima registro le canzoni e gli altri membri della band le ascoltano dopo, per discutere se a loro piacciono oppure no.

Voi siete europei ma la vostra musica è fortemente radicata nel rock’n’roll americano classico… Cosa mi dite delle vostre principali influenze?
In effetti questa domanda riflette la questione del mio background musicale. Credo di avere troppe influenze per poterne scegliere solo alcune, ma Jimi Hendrix e i Ten Years After sono al primo posto nella mia lista, anche se Murky Red non assomiglia veramente a loro… In un certo senso sono anche ispirato da film come “Woodstock” e “Easy Rider”.

Come descriveresti il vostro stile?
Be’, il mio obiettivo è sempre stato quello di scrivere delle canzoni che suonassero familiari ma in modo che non siano troppo riconoscibili né ovvie. Lo chiamo rock classico con influenze moderne. Un po’ come i Deep Purple che incontrano gli Snow Patrol o cose simili. Ma lo lascio agli esperti… Spero che possano dirmi qual è il genere musicale che facciamo.

Di recente avete appena prodotto/registrato il vostro primo CD, “Time Doesn’t Matter”: avete intenzione di promuoverlo tramite diversi canali, oltre a quelli tradizionali (social network, radio web, ecc)?
In effetti “Time Doesn’t Matter” è ancora un demo che utilizziamo da inviare agli organizzatori dei concerti, perché vogliamo presentarci come una vera band live. Quindi “Time Doesn’t Matter” non è il nostro primo CD ufficiale, e quindi non è in vendita. Ma intanto il nostro demo viene trasmesso regolarmente dalle radio ufficiali e dalle radio web di tutto il mondo. Stiamo aggiornando il demo con tre canzoni nuove e una lista di credit ampliata, dato che ci sono così tante persone che vorremmo ringraziare. “Train To Paris” è fuori dalla lista perché è molto diversa dal resto delle canzoni, e abbiamo notato che crea confusione agli addetti ai lavori. In effetti, “Time Doesn’t Matter” non è un vero e proprio CD…

Quindi, quando penserete di registrare il vostro primo lavoro ufficiale?
Speriamo entro la fine dell’anno. Stiamo cercando degli sponsor perché vogliamo registrare il lavoro in uno studio professionale che, come sai, ha delle spese di gestione molto elevate.

C’è un gruppo in particolare con cui vorreste andare in tour? Perché?
Ogni buona band rock è la benvenuta, purché non si suoni hip-hop o R’n’B.

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