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  • Muse: Drones

    Muse

    Warner Music / warner

    Data di uscita: 09-06-2015

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Arriva nei negozi il 9 giugno “Drones“, il nuovo album dei Muse, giunti ormai al settimo lavoro in studio. Il nuovo disco della band di Matthew Bellamy e soci è stato preceduto da diversi singoli (Dead Inside, Psicho, Mercy e l’ultimo Defector) e promesse di riff di chitarra, ritorno alle origini e temi importanti, tanto che il cantante l’ha definito in un’intervista un album di denuncia. Nelle intenzioni dei Muse, infatti, “Drones” è un concept album, a cui ha partecipato anche il produttore Robert John “Mutt” Lange (AC/DC, Maroon 5) e Tommaso Colliva. Protagonista del disco è l’essere umano, “dalla sua perdita di speranza e dal senso di abbandono, all’indottrinamento dal sistema affinché si diventi droni umani, fino alla defezione terminale da parte degli oppressori”.

Iniziamo subito col ritorno alle origini. Tornare al punto di partenza, è per chiunque impossibile, non solo per i Muse. Anche con le migliori intenzioni sono passati anni da “Showbiz”, in cui  i Muse hanno maturato esperienze sia a livello personale che come artisti. E questo disco, pur tornando al rock, è ben lontano dai fasti dei primi tre lavori della band. Non mancano i riff di chitarra, ma troppo forti sono le influenze di altre band, sopra a tutti i Queen (“Revolt”, “The Globalist” per citarne due), ma anche i Depeche Mode e Marilyn Manson, uniti in “Psycho”. In “Dead Inside” la storia dell’essere umano si sovrappone a quella personale di Bellamy, con diversi riferimenti alla fine della sua storia Kate Hudson. Nel complesso “Drones” è un disco che si fa ascoltare e promette di prestarsi bene alla dimensione live. La spinta rock e creativa degli inizi, però, resta un ricordo del passato.

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