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Music Italy Show e Music Heaven: Conferenza stampa di presentazione

Mercoledì 25 novembre, a Palazzo d’Accursio in Bologna, si è tenuta la presentazione di “Music Italy Show” e di “Music Heaven Bologna”, due nuove manifestazioni che avranno luogo la prima dal 15 al 17 maggio alla Fiera di Bologna, la seconda dal 12 al 17 maggio, coinvolgendo l’intera città.
Le due manifestazioni saranno occasione di incontro fra appassionati, musicisti, produttori e insomma chiunque abbia a che fare con il mondo della musica, con diversi percorsi e possibilità.

Con la moderazione e il coordinamento del giornalista Enzo Gentile, a intervenire per primo è stato Federico Minoli, l’Amministratore delegato di Bologna Fiere, per puntualizzare la volontà, da parte della Fiera di Bologna, di ospitare questa manifestazione ma senza limitarla ai propri spazi, dedicati per lo più al lato del business, bensì di farla espandere fuori, fungendo da conduttore, verso la dimensione passionale e culturale della città.

Guido Elmi, il Direttore Artistico di “Music Heaven”, ha espresso l’obiettivo di coinvolgere tutte le persone: appassionati e curiosi, di Bologna e di fuori.
“Music Heaven”, che sarà dedicata alla chitarra, ha un progetto più ampio della Fiera, dal momento che toccherà i monumenti e i simboli di Bologna.
Inoltre, sono previste collaborazioni con il MAMbo (Museo di Arte Moderna) e con la Cineteca, a riprova delle contaminazioni fra le arti.

Claudio Formisano, Presidente della Dismamusica, ha manifestato la volontà di proporre un nuovo format per una fiera di settore, come risposta a una precisa richiesta del mercato.
Formisano si aspetta e si augura che a sua volta il mercato risponda positivamente, considerando che i volumi del settore musicale funzionano e i bilanci appaiono positivi, pure non essendo lo strumento musicale un bene di consumo.

Nicoletta Mantovani, Assessore alle Politiche per la promozione culturale e artistica del Comune di Bologna, ha sottolineato come questa sia una proposta forte tanto per la città quanto per l’Italia. Bologna è una città importante per la musica, ed è ideale, per merito dei suoi servizi, per coniugare il momento fieristico con quello più ampio.

Il responsabile dell’Ufficio Stampa della Dismamusica ha infine precisato come, sebbene “Music Italy” conti in una grande partecipazione da parte delle aziende, la manifestazione in Fiera prevedrà una vastissima proposta e offerta di musica dal vivo, ossia sarà concesso ampio spazio a chi usa gli strumenti delle aziende.

A questo punto, uno degli ascoltatori convenuti ha osservato come la scelta della chitarra quale tema portante possa considerarsi tenera e sentimentale, perché in effetti oggi è il computer ad avere un ruolo centrale. Inoltre, ha manifestato il dubbio che ci si trovi di fronte al solito evento dall’alto, organizzato da businness men ma destinato al fallimento per quanto riguarda la realtà giovanile. Ha quindi domandato se verrà offerto spazio alle realtà indipendenti o se invece ce ne sarà solo per le realtà dello star system.
[PAGEBREAK] Guido Elmi ha concordato che la chitarra sia uno strumento tenero, ma ha rilanciato assicurando che il computer è il maggiore candidato per la seconda edizione.
Per il resto, ha confermato che è vero che la Fiera sarà dedicata ai “grandi”, e ciò per fornire alla manifestazione una risonanza internazionale, ma è parimenti vero che in città troverà luogo tutto il resto. Anzi, ha rimarcato che si stanno cercando proposte e collaborazioni. Infatti, ha chiosato, è tremendo che oggi la musica si veda solo in tv, in trasmissioni come “Amici” o “X-Factor”; per cui si cercherà di riportarla in una dimensione più culturale.

Allorché Claudio Formisano ha aggiunto che una cosa non esculde l’altra, sul piano del rapporto tra business e musica indipendente. La Fiera vuole promuovere la musica nel Paese, cercare e creare contatti con la popolazione, perché l’Italia è lontana da una cultura musicale, vi si spende molto meno in strumenti musicali rispetto alla Francia, alla Germania e agli USA, e allo stesso modo in Italia solo quattro persone su cento suonano uno strumento in modo continuativo.

Gianfranco Maraniello, direttore del MAMbo, ha innanzitutto confermato la collaborazione del Museo, che porrà la musica come tappa all’interno di un percorso più ampio, e quindi ha calorosamente auspicato una vera controprogrammazione incentrata sulle realtà indipendenti e non istituzionalizzate.
Al quale intervento, l’interlocutore di prima ha osservato come sarebbe tuttavia preferibile che queste ultime realtà ricevano finanziamenti, perché per loro la situazione è più difficile rispetto a chi fa cultura dietro a un tavolo e stipendiato.
E un altro invitato ha ragionato che organizzare eventi con grossi nomi costa molto e tali eventi risultano fini a se stessi, mentre chiamare gli indipendenti, a un prezzo assai minore, può significare che questi musicisti rimangono in città per qualche giorno e possono lasciare una traccia, per esempio con incontri, seminari, ecc.

Elmi ha spiegato che i grandi eventi sono fatti per avere un richiamo internazionale.
Allo stesso tempo, i vari Steve Vai, Joe Satriani, ecc., non sono propriamente conosciuti da tutti, per cui non è del tutto fondato parlare di mainstream.
Elmi ha quindi ribadito la volontà da parte degli organizzatori che qualche rappresentante si candidi e proponga.

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