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Musica alla grande anche sul vecchio impianto

Viviamo in un mondo dove tutto si sta trasformando in digitale: foto, video e musica si sono trasformati in sequenze di bit per essere usufruiti da PC, lettori portatili, smartphone e box multimediali. Il formato digitale è sicuramente molto pratico ma non sempre corrisponde a una qualità migliore. Lo sanno bene soprattutto gli audiofili che hanno investito negli anni migliaia di euro per realizzare un impianto professionale con cui godersi in casa la stessa esperienza di una perfetta sala da ascolto.

A molti quegli impianti con casse in legno gigantesche e grosse valvole in vista possono far storcere un po’ il naso visto che la tendenza oggi è quella di rendere il tutto sempre più piccolo, ma dopo averli provati, ci si rende conto perché difficilmente chi li ha è disposto a sostituirli con i nuovi player digitali che tanto spopolano sugli scaffali delle varie catene di negozi. C’è poi da aggiungere il lato affettivo e, soprattutto, l’investimento economico sostenuto che in questi casi andrebbe perso.

D’altra parte la musica digitale è entrata prepotentemente a far parte della nostra vita. La si scarica da Internet, la si scambia con i propri amici e la si archivia sul PC per catalogarla o per evitare che il tempo possa danneggiare irreparabilmente i propri CD. Il computer diventa, quindi, uno strumento utile ma complementare perché per l’ascolto la soluzione migliore rimane sempre l’impianto HiFi. Difficilmente, però, i vecchi amplificatori sono provvisti di ingressi digitali e sostituirli con un modello di stessa fascia potrebbe costare anche diverse migliaia di euro. Se, invece, si decidesse di collegare il PC attraverso l’uscita delle casse lasciando al sistema il compito di effettuare la conversione da digitale a segnale analogico, comporterebbe un risultato, dal punto di vista della qualità finale, non all’altezza delle attese di un vero audiofilo.

La soluzione migliore in questi casi potrebbe essere quella di ricorrere a un DAC (digital-to-analog converter), un piccolo dispositivo in grado di convertire il segnale digitale (proveniente dal computer) in analogico per poi poterlo riprodurre su un qualsiasi impianto HiFi. Un DAC di buona qualità ha un costo che si aggira intorno 100-200 euro, sicuramente molto meno di un amplificatore di fascia alta. Questi dispositivi sono dotati di ingressi audio digitali o di connessione USB per essere collegati al PC e di un’uscita RCA Stereo (con connettori di solito placati in oro) con cui possono essere collegati all’amplificatore. Una circuitazione interna provvede poi a convertire il segnale audio da digitale ad analogico producendo una qualità del suono notevolmente migliore rispetto a quanto riuscirebbe ad ottenere con la normale scheda audio del computer.

Se si fa una prova collegando il PC con o senza un DAC, ci si rende conto come nel primo caso il suono risulti molto più “aperto” e ricco di dettagli. Un dispositivo del genere può essere anche molto utile per migliorare la qualità di ascolto nel caso si decida di utilizzare un paio di cuffie. Tra i produttori che hanno in catalogo sistemi del genere si possono ricordare Styleaudio (http://styleaudio.typepad.com), Arcam (www.arcam.co.uk) e TrendsAudio (www.trendsaudio.com). Questi dispositivi sono spesso poco conosciuti, ma per chi fa della musica una passione irrinunciabile, possono rappresentare una svolta notevole consentendogli di provare un’esperienza totalmente nuova.

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