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Musica dai larghi orizzonti

Il Romaeuropa Festival non è solo musica, ma è tutto ciò allarghi gli orizzonti artistici dell’artista e di chi lo segue. Che sia musica o arti visive la parola d’ordine è sperimentazione. “Viva!”, in particolare è una rassegna di 4 giorni, sabato, domenica e successivo fine settimana, dedicata alla nuova musica italiana.

D’altronde se non si entra nella prospettiva del nuovo e dello sperimentale si può anche restare delusi dal non vedere strumenti sul palco, come nel caso di Nicola Ratti.

Sarà anche un chitarrista, ma sul palco ogni suono proveniva da levette mosse con maestria da Ratti e non da corde. Luci in prevalenza nel blu, scrosci d’acqua, ritmica da techno che divide il pubblico tra chi resta incantato e chi si guarda stupito con la domanda “Ma questa è musica?” scritta in faccia.

Lo show dura poco meno di mezz’ora ma è intenso: Nicola Ratti si lascia trasportare dai suoni e sembra quasi non accorgersi della gente presente.

Dopo un rapido cambio palco, arrivano sul palco i Luminance Ratio, unione di quattro artisti che miscelano psichedelia e sperimentazione.

Anche per loro le luci sono nel blu ma il pubblico, per quanto non sia aumentato, è tutto accalcato sotto al palco per riuscire a vederli, dal momento che sono restati seduti a terra durante tutti i 40 minuti di esibizione. Tuttavia non si deve pensare a una band statica, tutt’altro: i Luminance Ratio si agitano e si muovono come se fossero in piedi trasmettendo ai presenti la loro carica energetica. Sul palco non manca il computer ma c’è anche la chitarra elettrica anche se, in nome della sperimentazione, è così distorta da non essere immediatamente riconoscibile nel suono generale.

Come tutte le cose nuove e sperimentali sicuramente non sono per un largo pubblico, e vanno prese inizialmente a piccole dosi, ma iniziative del genere sono importanti proprio perché danno spazio di espressione a nuove realtà della musica italiana.

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