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Gli incidenti geografici fanno bene all'anima
Tra la Pennsylvania e la Lousiana si intromette un buon numero di Stati, ma è sufficiente inserire nella separazione i "Beatles che suonano in una landa desolata" per venire incontro alla maggior parte delle differenze geografiche e musicali.
Che bello. "Mo Beauty", il primo album solista del frontman dei Clap Your Hands Say Yeah, fa proprio così, e si serve di una serie illustre di musicisti del sud degli Stati Uniti per colorarsi di sonorità (e organetti) radicate nel country e nel jazz dei dintorni di New Orleans; questo, con uno sguardo che più che attento sembrerebbe morboso ai fasti del rock inglese: e per quanto si cerchi di rifuggire il paragone con i Beatles, sono proprio loro a incalzare con fiati ingombranti e melodie irresistibili fino a riempire tutto l'orizzonte uditivo in "That Is Not My Home (After Bruegel)".
Se non si stessero già facendo abbastanza comparazioni azzardate ci si potrebbe anche soffermare sulla voce aspra, dylaniana di Ounsworth, che si impone prepotente per l'intero album. E se la prima parte di "Mo Beauty" è indubbiamente quella che guarda all'Inghilterra, è nella seconda che ci si immerge in quest'America, solo in parte immaginaria, dai confini labili.
ONE LOUDER
Ditelo, ditelo! che un po' speravate che Alec Ounsworth fallisse miseramente e mandasse alle stampe un album fiacchetto e tutto basato sul già sentito dei Clap Your Hands Say Yeah. Ammettetelo, forza! Io lo speravo. Lui e quella sua vocina. E invece Alec Ounsworth ha prodotto un disco che non è solo godibile: va forse a piazzarsi tra i venti migliori dell'anno. Certo che fa rabbia ammetterlo.
PRO
- Mix originale di stili e generi
- Quella vocina, per una volta
CONTRO
Nessuno
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l'acclamato (fino a un paio d'anni fa) gruppo d'indie rock/folk con base tra New York, Massachusetts e, guarda caso, Pennsylvania.
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