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Poweri ma belli
Avete comprato (o scaricato. Fa lo stesso, in fondo) "Poweri", il nuovo disco degli Amari. Sì, quelli di "Bolognina Revolution" e de "Le Gite Fuori Porta". Di certo avrete già letto della novità di alcuni testi in inglese e probabilmente la cosa non vi avrà affatto stupito, forse un po' ve lo aspettavate. In fondo vi piacciono così tanto! Si sa, però, che l'ascoltatore esigente - razza oramai in estinzione - non compra (o scarica) solo per affetto, né tantomeno vale il solito discorso della curiosità. E dopo "Scimmie D'Amore" avete giurato fedeltà eterna alla band friulana. Non è così? Allora provate a dirci perché morite dalla voglia di leggere quanto più possibile sulla nuova creatura amara. Noi iniziamo col dirvi che "Poweri" non ha nulla di prevedibile. Neanche per voi che credete di conoscere così bene i farraginosi.
Non ci credete? Ascoltate la prima traccia: non è ancora giunta la preannunciata novità (il brano è in inglese) e già sarete lì a chiedervi chi ha rapito Pasta, Dariella & co. Cos'avranno mai pensato di fare questi ragazzotti? Avranno ben pensato che ora che fuseaux e spalline sotto le giacche sono di nuovo di moda, sarebbe giusto immergere anche la musica in quei tanto discussi anni Ottanta. Ma così come ai pantaloni aderenti e alle spalle imbottite bisogna abituarsi pian piano, così anche "Poweri" lo apprezzerete col passar del tempo. Col passar di poco tempo.
Perché già al secondo ascolto correrete a cercare la data live più vicina a casa vostra. Si balla, certo. Ma gli Amari sono anche autori di testi che farebbero invidia al più ironico dei cantautori (suvvia, non ci sono solo cantautori tristi!). "Poweri" è una grande scatola che conserva al suo interno tutti – ma proprio tutti! – i giorni nostri: dai settimanali senza dignità ai preservativi che sbucano dai cassetti come pezzi d'amore. Il tutto in un'armonia che sembra avere poco a che fare con il gruppo udinese, ma che scorre su disco e sull'Ipod per seguirvi intere giornate. Insomma, un lavoro diverso dai loro precedenti, che porta però alle stesse conseguenze: tenere lontano dalla portata dei ballerini, i ritmi potrebbero causare dipendenza.
ONE LOUDER
Fino a pochi anni fa col termine indie si indicava un genere che difficilmente riusciva ad emergere, ma che portava finalmente una ventata di novità nel panorama musicale italiano. Poi si è cominciato ad abusare del termine, e anche di quelle sonorità. Ci siamo ritrovati ad ascoltare dischi di simil-cantautori che si son battuti per fare dell'inadeguatezza sociale il loro punto di forza. Insomma: du' palle!
Sarà per questo che ci piacciono tanto gli Amari, perché sono la vera novità, sono il genere che il Bel Paese non ha mai conosciuto, sono divertenti, colorati e sull'inadeguatezza sociale ci ridono su, facendo ridere anche noi. E facendoci, ancora una volta, metter da parte i dischi di quei cantautori lì. "Poweri" è l'album della conferma, di quella conferma necessaria dopo l'insuperabile "Scimmie D'Amore".
PRO
- Mettete su il disco e vediamo quanti ne trovate di pro!
CONTRO
- Solo 15 tracce?
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