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Perché loro ce l'hanno più duro
Per chi non lo sapesse, Betty Wright negli anni '70 era una delle più importanti voci della black music. Capacità canore sopra la media e qualche hit soul/r'n'b l'avevano resa un'artista affermata oltreoceano, senza però permetterle di sfondare a livello internazionale. Ora bazzica nell'ambiente dell'industria musicale, scova talenti ed incita il mercato del neo-soul.
Ma dieci anni dall'ultimo disco pareva le sembrassero troppi, così eccola insieme ai leggendari-intramontabili-impeccabili Roots produrre un album, "The Movie", che sembra (sin dalla prima traccia) un omaggio alla grande tradizione soul americana.
ONE LOUDER
Una Betty Wright in grande spolvero è supportata da quel gruppo di geni della musica (mai smetteremo di ringraziare abbastanza il Signore per averceli portati sulla Terra, sia lode a Dio onnipotente) che meglio di chiunque altro si è prestato, in questi anni, come filo conduttore tra il presente ed il passato della musica nera. In "The Movie" si sfiorano tutte quante le sfaccettature della black music (dal minimalismo proprio della prima Motown ai campionamenti e ai sintetizzatori propri del soul più vicino alla disco-dance), sotto le incessanti pulsioni del groove, alla continua ricerca della vibrazione perfetta. Un disco revisionista, sì. Ma che classe! E che collaborazioni!
PRO
- Revisionismo black music
- I Roots
- La voce di Betty Wright
CONTRO
Nessuno
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