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Per favore, non smettete mai
I Deerhoof, da San Francisco, sono in giro da un sacco di anni, e questo è il loro undicesimo album.
Chiunque conosca la band almeno un po' sa bene che i dischi sono, più o meno, il banco di prova per i live: dal vivo i Deerhoof si agitano, scaricano un sacco di energia, fanno esercizi ginnici e saltano da un punto all'altro del palco. Gli album, pur prodotti bene, sono soltanto una versione del gruppo.
Ma cosa fanno, questi Deerhoof? Noise? Math? Sperimentale senza capo né coda? La voce intenzionalmente ebete della giapponese Satomi Matsuzaki contrappunta perfettamente i riff più impegnativi; in "Deerhoof vs Evil" c'è anche una buona quantità di brani orecchiabili, introdotti dalle chitarre acustiche e accompagnati da ritornelli subito assimilabili.
ONE LOUDER
Insomma: cresce.
"Deerhoof vs Evil" non è un risultato eclatante nella discografia della band. Però è - come di consueto - squilibratissimo. È pop e danzereccio, eppure sbaraglia tutte le strutture verse-chorus-bridge con una serie di brani costruiti come scatole cinesi. Citiamo, per dovere, "I Did Crimes For You", "Qui Dorm, Només Somia", "The Merry Barracks" e "Super Duper Rescue Heads!"
PRO
- Sempre godibile
CONTRO
- Un po' lo stesso di sempre
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