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Figli della macchina del tempo
"De-Grunged" nel senso di privato di quello che è stato il fenomeno musicale dei primi anni '90, perché il primo full-length dei Disturbing Foresights esce oggi, ma è stato registrato proprio nel 1993, e suona come quella parte di musica alternativa di massa che non faceva riferimento a Seattle, ossia il crossover. Un incrocio senza regole, questo, tra metal e hardcore, con una scanzonata attitudine punk e una raffinatezza, di gesti e mezzi tecnici, altrettanto degna dello stile più scapestrato.
Il significato di "De-Grunged", oggi, è chiaramente molto ridotto rispetto alla carica propulsiva che avrebbe potuto iniettare nel sottosuolo dell'Olanda, paese natio dell'opera, di quindici anni fa e, purtroppo, non rivela neanche il calibro della scoperta archeologica. Spesso vengono in mente i S.O.D. o altri ben noti act che hanno sperimentato la commistione tra l'attitudine hardcore-punk e la fierezza metal, ma non ci si avvicina mai alla completezza di questi meritati successi, neanche anticipati nel tempo, nel 1993, come a maggior ragione nel 2008.
Restano la tenacia e la spontaneità dei Disturbing Foresights, che affiancano uno human beat box a ritmi oi! e applicano testi arguti ad una forma musicale indefinita e ingenua. Ma è più probabile che "De-Grunged" rappresenti la soddisfazione, dopo gli EP e le disavventure che hanno coronato la scorsa decade, di portare alla luce la propria prima opera completa. Incassando, tra l'altro, anche il nostro sorriso di incoraggiamento, per la simpatia più che per la rilevanza artistica.
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