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Dalla Russia con odio
1993. Perm, Urali. Madre Russia.
L'anno di costituzione dei Grenouer è anche l'inizio di un lungo trend compositivo, in cui, alla ricerca di sound corposo, rivolto alle violenti ritmiche dei Meshuggah, si accompagna un lirismo diretto ed intransigente. Tanto consente alla formazione di travalicare le sperdute e gelide distese del nord Europa, resistendo all'usura di cinque full length.
Il successore di "Try" mette in campo la voglia della band di uscire definitivamente dall'angusto settore merceologico nel quale si è stretta, abbracciando un range di suoni più moderni e dinamici; ed in questo, forse, la nuova label contribuisce a denudare le reali ambizioni dei cinque musicisti. L'allacciamento ai Korn, in questa visione, è immediato e si esplicita, non tanto nelle aperture melodiche, quanto nei continui richiami elettronici.
Ma l'hardcore di "Lifelong Days", incline a produrre minimi comuni multipli di un unico denominatore, si perde nell'ostentazione di una aggressività e di una tecnica posticce. Fa infine l'amara esperienza, nel millantare una maturità sufficiente ad allontanarsi da casa, di smarrirsi nel giardino sottostante.
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La Locomotive Records, infatti, si è già distinta, in precedenza, per prodotti di facile approccio.
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