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Così va il mondo
Josh Ritter è cresciuto. Nonostante quella faccia da eterno Peter Pan sono passati più dieci anni dal suo esordio, e per quanto i complimenti facciano sempre piacere, arrivato al suo settimo disco solista si sarà anche stufato dei continui paragoni con due mostri sacri del folk-rock americano del calibro di Springsteen e Dylan.
Ecco allora "So Runs The World Away" che, se da una parte si appella al vecchio continente per trarre nuove fonti d'ispirazione, non dimentica le sue radici: tra brani folk tradizionali ("Folk Bloodbath") e malinconiche ballate al pianoforte ("The Curse") si fa strada una manciata di pezzi pop che in un mondo giusto basterebbero da soli a costruire una carriera interstellare, e invece. Così va il mondo.
ONE LOUDER
"So Runs The World Away" è un disco importante, seppure non il migliore del cantautore americano. Un album di passaggio, forse disomogeneo, ma dotato di grande ispirazione: brani come "Another New World" e la meravigliosa "Change Of Time" sono lì a dimostrarci di cosa è capace Josh Ritter quando fa sul serio. E non importa se l'album non regge tutta la durata. È un disco di canzoni, e ne contiene di splendide. Cosa si può volere di più?
PRO
- Liriche ispirate, melodie orecchiabili e una voce che racchiude cinquant'anni buoni di folk americano
CONTRO
- Ancora troppo legato ai suoi "padri spirituali" per essere considerato davvero originale. Ma ha le potenzialità per crescere.
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