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Nuvole romane
Perfino chi non ha senso della patria sarà lieto di sapere che anche nello stivale nascono, sopravvivono e addirittura crescono gruppi solidi dotati di talento e personalità.
E che Giancarlo Erra fosse lo Steven Wilson italiano lo si sapeva già dai tempi dei suoi Redshift, cover band dei Porcupine Tree.
Già gestore del sito e della community italiana dedicata al combo britannico, le linee d'unione con l'artista inglese non si fermano qui, perché inserendo "Lightdark" nel lettore e pigiando il tasto play è difficile non rimanere a bocca aperta quando la voce morbida di Steven Wilson esce dalle casse per accarezzare.
Certo di non aver inserito per sbaglio "The Sky Moves Sideways", l'ascoltatore può addentrarsi nel mondo plumbeo dipinto dagli scatti sonori del chitarrista/cantante/tastierista italiano, che si muovono nei territori di No-Man, Brian Eno, David Sylvian, non disdegnando una strizzata d'occhio alle dinamiche del post rock. Dei Porcupine Tree in realtà, oltre a timbro vocale, progressione armonica delle strofe e scelta dei suoni, rimane ben poco. Quella di Erra è una proposta molto più introversa che richiede un forte impegno emotivo.
Ma c'è talento nel polistrumentista romano, un factotum che ama sposare i paesaggi sonori dei brani a quelli visivi della fotografia digitale, creando così il suo mondo grigio e intensamente personale.
Dopo qualche anno di sviluppo del progetto Nosound, si è lieti di registrare come la one-man band sia divenuta un five-piece a tutti gli effetti; ed è notevole il processo di evoluzione e raffinazione che ha portato a "Lightdark", un disco rotondo a tutti gli effetti, con una cura maniacale di ogni dettaglio, capace di portare l'ascoltatore esattamente dove promette.
Cosa manca quindi a Giancarlo Erra per raggiungere la fama delle sue illustri muse? L'esperienza di un professionista scafato che sa essere editor di se stesso, la naturalezza che porta subito e più vigorosamente a quello che oggi è il frutto di un lungo lavoro sudato e il supporto completo di una band che apporti freschezza e varietà alle già solide fondamenta.
Ascoltato "Lightdark", tutto questo è certamente dietro l'angolo.
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Creatura di Steven Wilson (chitarra) e Tim Bowness (voce), che partecipa attivamente a "Lightdark" cantando su uno dei brani più riusciti. Bowness è anche il responsabile dell'etichetta Burning Shed che ha ristampato questo album
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