recensioni

VOTO
VOTA QUESTO DISCO
Easton chi?
Orden Ogan, questi sconosciuti. Il quintetto tedesco fa power metal di impostazione assai corale e "tastierosa", ma l'ottenimento di atmosfere veramente epiche latita. Potrebbe essere lodevole per la band il tentativo, in buona parte riuscito, di evitare i luoghi comuni di questo stantio sotto-genere.
Le strutture dei brani di "Easton Hope" tendono ad un certo grado di complessità e sono massicciamente incentrate nei cori, onnipresenti anche fuori dai ritornelli. Mentre la voce fa il suo buon lavoro, il comparto strumentale segue ma non graffia quasi mai, impedendo al disco di acquisire personalità. Si finisce che i brani migliori sono anche quelli più prevedibili, come la lenta "Requiem", "We Are Pirates" e "The Black Heart".
ONE LOUDER
"Easton Hope" non penetra nella mente dell'ascoltatore, probabilmente perché né pesta a sufficienza né intreccia melodie memorabili. Meglio di questa band hanno fatto, nel defunto 2009, gruppi come Heavenly e Saint Deamon. Il 2010 si apre invece col vittorioso nuovo prodotto dei Freedom Call.
PRO
- Vampate di potenza qua e là
- Quasi immune ai cliché
CONTRO
- Caratterizzazione debole
- Noioso sulla distanza
COMMENTI
PROPAGANDA
Condividi questo articolo
Facebook
MySpace
YouTube
Twitter
Last.fm
Technorati

