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Tell me a story, Regina
Classe 1980, di origini russe. Visse nel suo paese natale fino all'età di 9 anni. Poi immigrò negli Stati Uniti con la famiglia. Se siete fan di Regina Spektor, queste sono tutte informazioni che vi sembreranno scontate. Se non lo siete, però, potranno forse aiutarvi a capire la personalità di questa ragazza tanto disciplinata quanto esosa.
"Far", il suo ultimo lavoro in studio, comprende tredici canzoni che si allontanano sempre di più dai toni minimali di "11:11" e da quell'uso spregiudicato della voce cui ci aveva abituati. Sono canzoni che si avvicinano sempre di più al pop, per orecchiabilità a accessibilità. Ovvero, sono tredici canzoni senza troppi colpi di scena. Senza troppi colpi di scena, però, non senza e basta.
Perché la sua voce, sempre e comunque assoluta protagonista, sempre accompagnata dal pianoforte e sempre estremamente versatile, si diverte, sembrerebbe, a fare il verso alle Kate Nash di turno ("Folding Chair"), che così tanto devono alla Regina. Che così, tanto, a sua volta, deve alle donne voce e pianoforte che l'hanno preceduta, dalla maestra Tori Amos alla più giovane Fiona Apple.
Up-tempo e lenti si dividono in parti eque il platter, che sfodera i suoi assi nella manica in brani come "Machine" e "Human Of The Year". O "Laughing With", il singolo apripista, e "Dance Anthem Of The 80s". Annunciando, ancora una volta, l'arrivo dell'orecchiabilità a tutto tondo.
ONE LOUDER
Certo, se vi aspettavate un ritorno alle origini, "Far" non è esattamente quello che fa per voi. Anche se, detto tra noi, i segnali che non sarebbe stato così erano chiari. L'altro lato della medaglia è che adesso Regina Spektor va bene per tutti. Ma proprio tutti. E bisogna ammettere che a questi tutti si avvicina senza mai perdere in personalità e riconoscibilità. Lunga vita alla Regina!
PRO
- Easy quanto basta per essere apprezzato da un vasto pubblico
- Il livello qualitativo delle canzoni è alto
- Voce versatile e comunicativa
CONTRO
- Troppi lenti
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