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Aria viziata
In "Unspoken" le influenze sono nitide: atmosfere alla Katatonia, voce alla Anathema il tutto infiocchettato da una fredda malinconia e da una buona produzione.
La composizione rispecchia un'anima delicata spogliando il growl di ogni sfumatura aspra e cullandolo tra piano e atmosfere tenui.
La combo "Unreason" ed "Escape" apre l'album inquadrando lo stile, movimentato dall'anima più prog della band; in quest'ultimo brano il frammento cantato in italiano si rivela un'interessante esperimento di coniugazione della lingua al suono.
Peccato solo che il gioco sul finire diviene ossessivo e tedioso, per colpa di tracce troppo lunghe, rovinando il resto.
ONE LOUDER
L'album in sé è discreto ma non basta: infatti tutto cade sotto i violenti colpi del già sentito e del piatto creativo.
Tracce memorabili non ve ne sono, se non in negativo come i brani che noiosamente arrivano fino a otto minuti. Altro aspetto in ombra è il songwriting che, citando ad esempio "I'll Burn", si rivela se non banale, almeno intuitivo e scontato.
Non sono un gruppo da accantonare sicuramente, ma dovranno darsi da fare per rimanere costantemente nei porta cd degli ascoltatori.
PRO
- Buona produzione
- copertina carina
CONTRO
- i suoni non convincono del tutto, specialmente all'inizio
- lyrics scontate
COMMENTI
Non sono d' accordo.
Il sestetto catanese mi ha veramente sorpreso.
Presentano un gothic con sfumature progressive (a volte anche doom) ben studiate. A mio parere i brani scorrono molto bene, anche quelli che raggiungono gli 8 minuti. A differenza della moda degli ultimi tempi, che vede pseudo gruppi gothic presentare delle canzonette quasi pop, dove si alternano quasi sempre voci femminili e growls maschili. Questo gruppo ha saputo colpire nel segno, secondo me (considerando che stiamo parlando di un debutto) è un album da tenere in considerazione. Un debutto che comunque lascia grandi aspettative per il futuro.
Non posso esprimermi per quanto riguarda le lyrics, perchè l' inglese non fa per me. Posso solo dire che la prestazione vocale di Alessandro Consoli è ottima, a tratti si passa dal cantato al recitato. In particolare segnalo il brano Instant of madness che mi ha fatto venire la pelle d' oca, ed il brano "Blood Red" che potrebbe tranquillamente essere estratto come singolo.
La produzione può migliorare, ma di certo non è un elemento negativo per un album che secondo me merita 9/10.
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- Resonance Room 28/01/2010
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