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Non è successo niente
Dopo numerosi lavori e live in giro per Svizzera ed Italia, il quintetto formatosi a Novara nel 1999 pare essere arrivato al secondo album con un vuoto totale nella mente. Anzi, nella bocca, dato che di novità non se ne riesce a percepire nemmeno una.
Gli otto brani del disco si alternano tra lingua italiana ed inglese, ma rimane il fatto che i testi non comunicano alcunché, eccezion fatta per alcuni passaggi che richiamano inni battaglieri e cori da stadio. La ritmica è a dir poco ripetitiva, per non parlare dei pattern armonici sentiti, risentiti e strasentiti che ricalcano appieno le modulazioni di gruppi come gli Offspring.
Che i titoli siano perlomeno originali? Un mesto no è la risposta: questione troncata.
ONE LOUDER
Qualcuno, successivamente all'ascolto completo delle tracce, potrebbe voler far ripartire da capo l'album per approfondirne l'analisi; tuttavia, selezionando la prima canzone intitolata "Come Back", penserebbe di aver scelto di nuovo ed accidentalmente quella di chiusura, ovvero "Soffocare".
Perché mai, vi chiederete. Beh, ponendole una di seguito all'altra, effettivamente non si ha la capacità di distinguerle senza incappare in scetticismi che indurrebbero finanche la persona più sicura di sé a crisi psicotiche.
Un giro di parole per esprimere ulteriormente il dissenso su un lavoro il cui contenuto è sintetizzato per intero dal titolo parlante.
PRO
- Si può usare come arma
CONTRO
- Non ci sono pro
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