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QUELLO MATTO
Che meraviglia. Immaginate un signore tedesco che dà di sé cenni biografici intenzionalmente fuorvianti e che, con il suo banjo e il suo yodel occasionale (!), suona una musica più Dixie della quale potrebbe esserci soltanto un cappello di paglia in Arkansas che rotola lungo le rive del Mississippi. Con un adesivo "orgoglio bianco" accidentalmente attaccato sopra.
Non ci riuscite? Infatti. Ecco che, a risolvere ogni dubbio, arriva The Dad Horse Experience: lui chiama quello che fa "Keller Gospel", e come contraddirlo: dodici tracce di abluzioni radicate nelle sonorità e nella cultura del sud degli Stati Uniti.
Oltre al suo banjo, Dad Horse Ottn porta con sé soltanto un kazoo, un bass pedal, e la sua anima, quella a cui tende a fare esorcismi preventivi ad ogni nuova canzone (anche quelle in tedesco).
ONE LOUDER
Ovviamente, con un personaggio simile, non si sa davvero se abbia trovato Dio o abbia trovato la cassa di bourbon sotto la paglia del carretto. È proprio questo che lo rende un supereroe invulnerabile.
Ascoltate "Too Close To Heaven" e anche a voi verrà da gridare: «PALUDE! Datemi una palude!».
PRO
- Una cosa simile non si sentiva dalla fine degli Squirrel Nut Zippers. Loro erano americani.
- Anche una certa varietà
- Un uomo e il suo banjo
- Che ci faccia o ci sia, vince per forza
CONTRO
- Non è che a chi non ama il country/gospel piacerà
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"Dad Horse Ottn"? Nato in un cimitero abbandonato del sud della Germania? Per altri proveniente da Brema? Origini punk, per quanto credibili? Predicare il verbo?! Poco importa, il mistero concorre a creare il mito.
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