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La ricerca della sofìa
Gli Unmask, giunti al primo disco in studio, sono una band di Roma che suona prog rock/metal, contaminato da varie influenze minori.
L'approccio a "Sophia Told Me" non è immediato. Nel senso che, a più riprese, il procedere dei brani lambisce momenti di sospetta ridondanza, allungando un album incentrato su una salsa di sensazioni che crescono, si alleggeriscono e migrano da un pezzo all'altro, ben riuscendo nel generare l'effetto di un viaggio della mente, sognante e introspettivo.
Tra i pezzi più efficaci la datata e aor-eggiante "All I Need" e "Voice Of Hush", che apre onirica e poi acquisisce sempre più dinaminsmo. E anche "Maybe Tomorrow", incarnazione più alta dell'equilibrio prog ma senza strafare della band.
ONE LOUDER
È questo un disco in cui la personalità dei singoli brani è sacrificata all'unità generale dell'album, che di conseguenza si spezzetta con fatica. Molte delle parti più aggressive, pur pertinenti all'economia della canzone, soffrono dell'effetto già sentito cento volte. Tutto buono, come si suol dire, ma mentre "Sophia Told Me" gira nello stereo il piatto forte non arriva mai.
PRO
- Come un libricino sonoro
- Esibizione di un'ampia gamma di spunti artistici
CONTRO
- Inglese perfettibile
- La versione lunga di "All I Need" è un po' troppo
COMMENTI
Michele, lo sappiamo che il prog non ti piace particolarmente, ma dare 6 ad un'opera prima e per di più italiana, considerato il panorama deludente del nostro paese, mi sembra davvero troppo poco!!! Ce ne fossero di band come Unmask o anche come Syne!!!! D'altronde, se pensi che Le Orme hanno dovuto fare pop perché non erano compresi dalla massa di pecoroni connazionali, allora non c'è da stupirsi... :-D
Michele, lo sappiamo che il prog non ti piace particolarmente, ma dare 6 ad un'opera prima e per di più italiana, considerato il panorama deludente del nostro paese, mi sembra davvero troppo poco!!! Ce ne fossero di band come Unmask o anche come Syne!!!! D'altronde, se pensi che Le Orme hanno dovuto fare pop perché non erano compresi dalla massa di pecoroni connazionali, allora non c'è da stupirsi... :-D
Obietto che in nessun modo sarebbe corretto considerare il fattore "nazionalità" per incrementare (o decrementare) la valutazione di un disco. Che una band sia italiana, statunitense o nepalese, non può fare alcuna differenza. E' piuttosto un apprezzamento che spetta agli ascoltatori
Sull'inglese non saprei...da quasi madrelingua ti posso dire che hai ragione, ma ancora, se consideri la gran massa di personaggi pubblici e artisti del nostro paese che lo parlano da schifo, allora possiamo anche soprassedere, no? :-D
Michele, lo sappiamo che il prog non ti piace particolarmente, ma dare 6 ad un'opera prima e per di più italiana, considerato il panorama deludente del nostro paese, mi sembra davvero troppo poco!!! Ce ne fossero di band come Unmask o anche come Syne!!!! D'altronde, se pensi che Le Orme hanno dovuto fare pop perché non erano compresi dalla massa di pecoroni connazionali, allora non c'è da stupirsi... :-D
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I membri della formazione sono: Ignazio Iuppa alla voce e alla tastiera, Claudio Virgini alla chitarra, Daniele Scarpaleggia al basso e Dario Santini alla batteria
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