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Musica e cucina: attenzione a cosa desideri

Secondo L’Enciclopedia della Magia in Cucina di Scott Cunningham, ogni cibo, se cucinato nel modo opportuno, può adempiere al compito di attrarre a noi ciò che desideriamo. Protezione, amore, denaro? Aprite il frigorifero e iniziate a cucinare.

Il Cocido Madrileno , tipico piatto della cultura spagnola e portoghese è citato da Cunningham nella raccolta di ricette wicca, per la sua natura deliziosamente esoterica. L’esperto, attribuisce la maternità del piatto alle streghe basche che abitavano la Spagna pre-rinascimentale.

Durante l’inquisizione spagnola, anche il cibo servito in tavola subiva lo stretto controllo dei preti cattolici. Gli ebrei venivano stanati così. E non solo gli ebrei. Chiunque non rispettasse l’elenco dei cibi ammessi e non , sancito nel manuale di cucina approvato dall’inquisizione, sarebbe finito al rogo.

Marrano (Maiale) era l’insulto che i cattolici destinavano agli ebrei che completavano la loro conversione. Per rinnegare il credo dovevano mangiare pancetta in pubblico. Bandite le istituzioni del popolo eletto finì sulla lista nera anche uno stufato: l’adafina. Le donne ebree sfidarono l’inquisizione. Decisero, a dispetto dell’orrore subito, di tutelare e tramandare la cultura ebraica attraverso la cucina.

L’adafina, il cui nome fu cambiato in Cocido subì l’introduzione di insaccati, carne di maiale e sangue; modifiche necessarie affinché il bollito sfuggisse alla censura dei cattolici. Tra gli ingredienti fondamentali anche la Bola. Quest’ultima, grossa polpetta fritta e inserita a metà cottura, sostituiva i matzoh. Proprio come l’adafina, anche il Cocido prevede una cottura lenta e una degustazione in 3 versamenti. Prima la zuppa, abbinata alla pasta fine, poi i ceci e le verdure e in ultimo la carne e la bola.

Nella lista di persone uccise per eresia compare anche il nome di Beatriz Lòpez. Tra le carte del processo alla donna si trova scritto: “La succitata Beatriz cucinò e aveva cucinato adafina alla maniera ebraica, con carni, cipolle , ceci e spezie macinate…. […] Dopo aver cotto a lungo, il brodo fu versato nel piatto e la carne fu messa da parte…e la donna mangiò con la grande devozione che aveva per le leggi di Mosè”.

Il giorno in cui Beatriz venne arsa, tutta l’élite spagnola era presente al patibolo. Per coprire le sue urla, un coro dovette intonare inni fino al suo ultimo respiro.

Ella Jo Bailey e Patricia Krenwinkel non sono propriamente delle streghe eppure appartenevano ad una setta. Era l’estate del 1968 e le due ragazze erano sulla strada per Malibù in cerca di un passaggio. Attirarono l’attenzione di un guidatore. Si chiamava Dennis. Suonava come batterista in un gruppo Surf : The Beach Boys.

Quando offrì il passaggio alle due ragazze, Dennis fu così galante da accompagnarle a destinazione. Dopo qualche ora le ritrovò a fare nuovamente autostop. Credendole in difficoltà, offri loro un passaggio e questa volta le portò nella sua casa, al 14400 di Sunset Boulevard. Accasate le ospiti, riprese i suoi doveri quotidiani. Alle 3 del mattino, facendo rientro alla sua abitazione, Dennis la trovò popolata di strani personaggi. Il più inquietante e affascinante di tutti si chiamava Charles e sembrava il leader del gruppo. Avrebbe voluto fare il musicista. Era un ex galeotto. Ascoltava i Beatles e trasferendosi in California sperava di realizzare il suo sogno di fama. Da circa un anno, con i suoi adepti a bordo di un pulmino nero attraversava la California con uno spirito hippy e macabro. Criminali, perdigiorno e tossicodipendenti, che tra una bravata e l’altra strimpellavano la chitarra, parlavano di musica e facevano sesso di gruppo. Odiavano gli afro-americani.

Dennis tutto questo non lo sapeva all’epoca. Credeva che Charles avesse un vero talento e che quella sua “Family” non fosse alla fin fine più eccentrica e fuori dagli schemi di un qualunque movimento sessantottino. Dennis e Charles iniziarono a collaborare ad alcune registrazioni nello studio casalingo del batterista, che nel frattempo non mancò di presentare l’aspirante musicista a molti dei suoi amici.

Era il 10 febbraio 1969 e i Beach Boys pubblicarono 20/20. Nella tracklist apparì il brano “Never Learn Not To Love” scritto da Charles Manson e titolato originariamente Cease To Exist. Anche la parte strumentale subì una variazione. Tra i crediti della canzone non comparve mai il nome di Manson.

Il Santone non la prese bene. Dopo aver costretto Dennis ad abbandonare la sua casa ormai occupata, gli lasciò un proiettile nella buca delle lettere.

Sette mesi dopo l’uscita di 20/20, il 9 agosto 1969 a Cielo Drive si consumò un’efferata strage. Il mandante era Charles Manson, i boia, quattro dei suoi più stretti adepti. Oltre i corpi massacrati delle vittime, i primi soccorritori trovarono scritto con il sangue “Pig” sulla porta d’ingresso e Helter Skelter sugli specchi.

Tre le ipotesi che spinsero al massacro: follia, desiderio di vendetta e i Beatles.

Dennis Wilson non testimoniò al processo.

Molti anni dopo uno spaventato silenzio, il batterista dei Beach Boys venne intervistato e quando gli fu chiesto di Manson, rispose: «Io so perché Manson ha fatto quello che ha fatto. Un giorno lo dirò al mondo. Scriverò un libro e spiegherò il perché. Negli anni le persone hanno sempre voluto sapere cosa è successo, com’era il mio rapporto con Charlie. Eravamo amici. Non ho testimoniato al processo. Non potevo. Ero troppo spaventato».

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