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Musica INDIEspensabile | CRLN: “Per essere indipendente le tue idee non devono avere limiti”

Torna come ogni venerdì la nostra rubrica dedicata alla musica indipendente italiana. L’ospite di questa settimana è CRLN, cantautrice marchigiana di San Benedetto del Tronto, prima donna ad entrare in Macro Beats Records, etichetta indipendente fondata da Macro Marco che vanta nel suo roster artisti del calibro di Mecna, Ghemon e Davide Shorty. Dopo l’ EP Caroline, CRLN ha pubblicato il 16 marzo scorso il suo primo album Precipitazioni, uno squisito tuffo elettropop nella dimensione analitica dell’artista in cui emergono le sue emozioni, le sue paure e le sue insicurezze realizzato con la collaborazione artistica di Alberto Brutti, del beatmaker Gheesa e dell’autore Nicola ENNE Togni.

Abbiamo intervistato CRLN, la quale ha da poco rilasciato il nuovo video “In un mare di niente” diretto da Giorgia Amato.

Ciao Carolina. La nostra rubrica si chiama musica INDIEspensabile, per cui la prima domanda è di rito: cosa significa per te essere artisticamente indipendente?

Per quanto mi riguarda essere artisticamente indipendente significa sicuramente non scendere a compromessi facendo tutto quello che si vuole sia a livello musicale che a quello del prodotto artistico in generale: dai brani, alle copertine passando per i video. Tutte le idee che si hanno in mente non devono avere dei limiti nè vincoli.

Tu fai parte di Macro Beats, una delle più prestigiose etichette indipendenti italiane. Come sei entrata nel roster di Macro Marco?

Non era esattamente nei miei piani. Prima era semplicemente un sogno. In quel periodo studiavo Graphic Design a Roma e facevo delle cover su un canale youtube e le mettevo anche su instagram, anche un po’ per pigrizia perché lì all’epoca i video duravano solo 30 secondi. Nel frattempo seguivo ovviamente tutti gli artisti Macrobeats sui social, Macro Marco compreso e, di colpo, ho ricevuto anche dei mi piace da lui. Una sera ad un live di Mecna con tutti gli artisti Macrobeats presenti a Roma mi sono intestardita sul fatto di volerli conoscere. Però una volta finito il concerto loro non uscivano mai dal backstage e sono tornata a casa molto arrabbiata con me stessa. Il giorno dopo allora ho contattato Macro Marco via social e tra una chiacchera e l’altra in cui mi ha fatto degli inaspettatissimi complimenti per le cover che avevo fatto, mi ha detto che avrebbe suonato vicino casa mia. Proprio in quel momento ci siamo resi conto di essere vicini di casa. Da lì diciamo che è iniziato tutto. Nel giro di qualche mese, tra un caffè e l’altro mi ha detto: “facciamo un EP”.

Cosa ti aveva colpito particolarmente del mondo Macrobeats? Etichetta storicamente votata all’ambiente soul e hip hop e forse leggermente più lontana dal tuo mondo?

Questo è vero. Però ho sempre trovato che Macrobeats sia l’unica etichetta in Italia a possedere nel roster dei rapper che vanno oltre l’hip hop (A parte Kiave che magari è proprio un pilastro della old school). Mecna e Ghemon erano praticamente due miei idoli, Corrado in particolare già da qualche anno andava verso l’elettronica. Lo ascoltavo già fin da piccolina, quando è iniziato ad andare un po’ oltre il concetto di rap mi sono follemente innamorata di quello che faceva.

Il tuo primo album Precipitazioni arriva a due anni di distanza dal precedente EP Caroline. È cambiato qualcosa nel tuo modo di lavorare?

In primis è cambiato qualcosa nella produzione. In Caroline i beats erano tutti di Macro Marco ad eccezione di uno realizzato da Yakamoto Kotzuga. Precipitazioni è stato curato da Macro Marco che comunque ha svolto un lavoro di supervisione, ma è stato interamente scritto con la collaborazione di Alberto Brutti, artista che ho incontrato durante i miei anni a Roma. Lui è uno studente di contrabbasso Jazz ma anche un grandissimo appassionato di musica elettronica con lui ho condiviso tantissime esperienze anche fuori dal lavoro come per esempio il Club2Club. I nostri gusti musicali sono molto simili. Lui ovviamente ha sfumature più jazz e io pop e rock ma indubbiamente l’elettronica è il filo conduttore che ci unisce.

A proposito di musica elettronica, quali artisti avete ascoltato durante la scrttura e la produzione di Precipatazioni?

Ci siamo sicuramente mangiati il disco di Sampha Process, così come gli album di Bonobo. Abbiamo assorbito anche il disco di Arca che abbiamo visto anche al Club To Club, oltre che i Daughter, band che rappresenta proprio il mio mood in generale.

A volte anche la propria terra può essere una grande fonte di ispirazione, sia in positivo che in negativo. Tu sei di San Benedetto del Tronto, zona tormentata ancora oggi dalle continue scosse sismiche. Questo aspetto ha influito nelle tue creazioni musicali?

Sicuramente. Quando c’è stato il terremoto ad Amatrice e nella mia zona io stavo facendo il trasloco da Roma a San Benedetto, stavo proprio tornando nella mia terra di origine. Inoltre sono molto legata ad Amatrice perché proprio lì conservo un sacco di ricordi e purtroppo sono morte delle persone che conoscevo a me molto vicine. Non ci sono mai più tornata e in questo momento non me la sento di tornare lì. Il tragico evento ha influito quindi tantissimo anche perché è arrivato in un periodo molto strano e particolare per me in cui sono tornata dalla capitale a casa senza trovare fondamentalmente amici perché quando stai quattro anni fuori è fisiologico non riuscire a coltivare con facilità le amicizie. Quando sono tornata è successo tutto questo e mi sembrava veramente una sorta di apocalisse interiore che si è riflessa e che si riflette ancora nei miei lavori.

Caroline riuscita da sola non solo a firmare con Macrobeats ma anche ad entrare nella famiglia di Radar concerti. Qual è, nel caso ci fosse, il prossimo step di CRLN?

Non c’è un prossimo step. Non sono una persona che vuole per forza arrivare da qualche parte. Faccio le cose perché mi piace farle e mi sento soddisfatta quando le realizzo, poi se piacciono sono ancora più felice, soprattutto se riesco a farle apprezzare come le apprezzo io. Questo per me vale tantissimo.

 

 

 

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