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Blind Guardian 02/08/2010
Blind Guardian
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L'ombra del passato

Ogni 3-4 anni il power metal si risveglia con un nuovo lavoro dei Blind Guardian. La band di Krefeld ha lasciato un'impronta decisiva nel power-speed, definendone e, spesso ampliandone, i canoni e le regole stilistiche, architettando melodie complicate con 1000 sovraincisioni, e scrivendo pezzi che sono entrati nel cuore di tutti i metalhead. Ci hanno fatto (ri)scoprire i capolavori di JRR Tolkien, M. Moorcock e S. King, sono arrivati addirittura a scomodare l'Iliade con la monumentale suite "And Then There Was Silence". Stavolta sono andati vicini a sfiorare il capolavoro, componendo un album che si appresta a diventare un altro classico nella loro carriera. Hansi Kursch e Andrè Olbrich ci parlano con orgoglio di "At The Edge Of Time", la nuova fatica di casa Guardian.

Quando lavori ad un album, senti cosa lo rende particolare, anche se alla fine ami tutti i tuoi lavori come dei figli

Bene, prima di tutto, potete darci qualche indicazione riguardo al nuovo album?
(Hansi): Ok, cercherò di abbreviare un po' perché è una storia molto lunga se prendiamo ogni pezzo singolarmente… Dunque, in generale, "At The Edge.." è un album molto epico ed orchestrale, e direi che combina tutti gli elementi distintivi dei BG: si può vedere come un viaggio nel tempo di 60 minuti nella nostra carriera. Ci sono pezzi che richiamano i primi tempi, come "A Voice In The Dark", che sembra quasi una track thrash ma poi si avvicina alle sonorità di "A Twist in The Myth". Poi, c'è un'altra canzone veloce, "Tanelorn (Into The Void)", che riprende ciò che abbiamo fatto nella metà degli anni '90, cominciando da "Somewhere Far…" e poi con "Imaginations…". Quindi, c'è la parte di old school BG, poi dei segmenti orchestrali, come in "Road Of No Release", "Wheel Of Time" e "Sacred Worlds", che suonano molto epiche. Ci sono dei momenti in cui abbiamo usato una vera orchestra: soprattutto con "Wheel Of Time", che ha sonorità orientaleggianti molto forti, paragonabili a "A Night At The Opera" ma che vanno ben oltre e che ricordano le atmosfere di Loreena McKennitt. Poi ci sono i BG acustici, di stile medievale, con "Curse My Name" e " War Of The Thrones", accostate a cose più moderne, con "Control The Divine" e" Valkyries". Infine, c'è uno dei miei pezzi più amati, "Ride Into Obsession", che tratta delle avventure narrate in "La Ruota Del Tempo" di Robert Jordan, e che può essere anche considerata una canzone ibrida, dato che contiene un po' del feeling di "A Night..." (mi viene in mente soprattutto "The Soulforged") e richiama le vecchie canzoni che abbiamo fatto nel corso degli anni. Credo comunque che l'album sarà un successo per tutti i fan dei BG.

Infatti, come hai appena detto, certe canzoni riecheggiano vostri vecchi successi, mentre altre contengono sontuose partiture orchestrali: stavolta vi siete appoggiati ad una vera orchestra o avete usato dei sintetizzatori?

(Hansi): Sì, abbiamo contatttato un'intera orchestra per "Wheel Of Time" e "Sacred Worlds", seguendo il suggerimento del nostro produttore, Charlie Bauerfeind. Ed è stata un'esperienza positiva per noi, perché ci ha dato un'idea di come gli ascoltatori percepiscono le nostre canzoni con la sola parte orchestrale, senza la parte metal. In generale, è la direzione che abbiamo scelto per l'album, o almeno per questi due pezzi. Siamo andati a Praga a contattare l'orchestra sinfonica e abbiamo potuto inserire molti strumenti autentici: violini, flauti, cornamuse, e perfino un gruppo di tap dancers per "Curse My Name". Ci è sembrato che potesse essere l'approccio corretto all'album, e finora ti posso dire che avevamo ragione!

Il risultato infatti è grandioso. Ma quando suonerete dal vivo pensate di portare con voi parte dell'orchestra oppure no?
(Hansi): No, è impossibile. Ci abbiamo riflettuto ma, se consideri solo il numero di persone che dovremmo portare con noi, i costi sono irraggiungibili. Ma, soprattutto, se si viaggia con strumenti classici, si rischia di danneggiarli e d'incorrere in enormi spese. Poi, se si suona in posti come l'Alcatraz qui a Milano, l'ambiente umido rovinerebbe le strumentazioni. Allora abbiamo due opzioni: la prima, è di avvalerci in tour della collaborazione del tastierista Martin G. Meyer, che è in grado di riprodurre la complessità dei suoni di un'orchestra. Oppure, la più semplice è provare con le partiture orchestrali pre-registrate, e credo sarà la soluzione che adotteremo, soprattutto per "Sacred…." e "Wheel...", dato che suona più naturale e che abbiamo un ingegnere dei suoni che se ne può occupare egregiamente. Per noi è la soluzione più semplice e più affidabile, poiché le registrazioni sono costanti e non ti tradiscono. La performance della band sarebbe pulita e noi, ovviamente, facciamo come al solito la parte metal.

Avete modificato qualcosa nel vostro approccio al songwriting e al processo di creazione rispetto a "A Twist…", o ci sono novità nel team di produzione?
(Andrè): Hmmm, il team di produzione… no, è praticamente sempre lo stesso che abbiamo in studio. Però dagli ultimi due album abbiamo imparato a registrare in modo più naturale. A partire della batteria, invece di suonarla campionata, ci siamo presi più tempo e la registravamo direttamente in studio con gli altri strumenti. Così sembrava di avere un sound più naturale. E con questo suono potevamo poi costruire qualcosa di meglio: visto che stavolta ci siamo avvalsi di una vera orchestra, potevamo provare davvero a non usare più i sintetizzatori e usare strumenti reali, come i flauti e le cornamuse. Così abbiamo ottenuto dei suoni più naturali, che hanno reso l'album veramente speciale. Il sound ha un range più dinamico, le chitarre sono più fluide ma c'è comunque spazio per la voce e gli altri strumenti. Allo stesso tempo, però, l'insieme non dà l'impressione di essere compresso ed eccessivamente caricato e stratificato. Questo è il cambiamento più rilevante che abbiamo fatto.


Infatti è un approccio completamente diverso rispetto al vostro solito modo. E si sente...
(Hansi): Sì, ne sono molto soddisfatto. È come un sogno che si realizza. Quando lavori ad un album, senti cosa lo rende particolare, anche se alla fine ami tutti i tuoi lavori come dei figli. Ma questo è speciale. Dopo aver realizzato un lavoro del genere ti fai più o meno un'idea di come potrebbe essere l'appeal sul pubblico, e noi abbiamo un feeling molto forte per "At The Edge…".

Molti anni fa ci avete condotto in una quest per "Tanelorn", e ora ci ritorniamo con "Tanelorn (Into The Void)". Allora la quest non è ancora finita? O si tratta di una trama che scorre nel sotterraneo dei vostri album?
No, la quest è finita quando "The Quest For Tanelorn" è finita. In quella canzone il protagonista ha finalmente la possibilità di visitare Tanelorn. Stavolta ho ricollegato il testo a Elric e, se non ricordo male, dato che ho scritto quella canzone molti anni fa, il protagonista non poteva entrare in quella terra mitica, e quindi desidera poterla vedere, ecco perché nel pezzo si dice "cry for Tanelorn…". Ora affronta la fine del mondo perché sta per distruggere tutto, ed è questo ciò di cui parla la canzone. Dal punto di vista dei testi, questa è più strettamente collegata al libro… è una specie di spin-off della storia principale. In questo testo si parla di più di Elric e dei suoi sentimenti, come il senso di perdita e desolazione quando le cose precipitano.

Quindi, abbiamo ancora tematiche letterarie, dato che "Wheel Of..." e "Sacred Worlds" s'ispirano a R. Jordan, e "Tanelorn (Into...)" a Moorcock. Cosa mi dici invece di "War Of Thrones" e di "Curse My Name"? Da dove prendono spunto?
(Hansi): Ahah, la prima è difficile, dato che ho preso ispirazione dalla serie di libri "A Song Of Ice And Fire" di G.R. R.. Martin, e da un romanzo scritto da Peter S. Beagle, "Innkeeper's Song". Avevo pensato che avrei fatto "War Of…." come una ballata di "A Song Of…", ma poi, nel bel mezzo del lavoro, ho cambiato completamente idea e prospettiva sul pezzo, e ho pensato che avrei potuto personalizzarla con uno stile mio. L'ultima riga dava il tema portante e ho pensato che le sue parole erano così belle che non potevo usarne altre. Invece, con "Curse My Name" la storia è più semplice, dato che ho preso spunto dal trattato "The Tenure Of Kings And Magistrates" di John Milton, che parla della giustificazione della pena di morte ai danni di Carlo I d'Inghilterra.

Avete partecipato alla colonna sonora del popolare gioco "Sacred 2- Fallen Angel" e molta gente lo ha comprato solo per vedere il vostro concerto virtuale nel mezzo del gioco. Cosa ci raccontate dell'esperienza? Vi piace il gioco?

(Andrè): Sì, mi piace molto. Forse la prima versione del gioco era migliore del secondo perché, secondo me, lo hanno lanciato sul mercato troppo presto, ed era pieno di bachi. Avrebbero dovuto aspettare almeno altri 6 mesi. Ma poi, con l'aggiornamento, è diventato incredibile nello stile e nella grafica, … perfetto, e mi piace giocarci quando siamo in tour perché non necessita di connessioni internet. Ho interpretato praticamente tutti i personaggi. Poi mi piace anche "War Of Warcraft", e il mio preferito è il chierico guaritore, con i suoi straordinari poteri magici. (Hansi) beh, guarire è sempre più difficile che uccidere (risata).
(Hansi): Speravamo proprio di essere contattati e loro, per fortuna, ci stavano cercando! Emp, la nostra casa di merchandising, ha siglato il contratto con Ascaron (la casa produttrice del software), il cui direttore è un grande fan dei BG, e quindi non abbiamo avuto difficoltà a proporci. Ci hanno lasciato carta bianca per cosa dovevamo fare e ci siamo mossi come volevamo

Avete in programma di comporre qualcosa per un altro gioco, tipo "Guitar Hero"?
(Andrè): Sì, perché no? Magari in futuro. Mi piace "Guitar Hero", ho visto che tante band ultimamente hanno scritto dei pezzi per questo gioco, che attira tantissimo pubblico. Sarebbe bello; se ci contatteranno, magari si potrebbe fare. Penso sia un modo per avvicinare i giovani alla musica, dato che i media cambiano e molti 16 enni suonanouno strumento, e questo tipo di giochi può essere utile per favorire un loro approccio alla musica.

Inoltre, avete partecipato alla colonna sonora di un film, "In The Name Of The King"; se non sbaglio, poi, in una vecchia intervista mi parlavate di avere in cantiere il progetto di comporre la colonna sonora per la trilogia di Peter Jackson de "Il Signore Degli Anelli". Le cose sono andate diversamente, ma ricordo che voi avevate intenzione di creare un musical con quelle composizioni… che fine ha fatto quel progetto?
(Hansi): Nuclear Blast aveva stabilito il contatto con la casa di produzione, che è tedesca. Il film ha lo stile di un videogame… a volte i film così funzionano, a volte no. Se vuoi saperlo, per me non era male, ma è stato un fiasco. Comunque non abbiamo scritto niente di nuovo per la colonna sonora, ci hanno solo chiesto di poter utilizzare un paio di canzoni ("Carry The Blessed Home" e "Skalds And Shadows") e abbiamo accettato.

Beh, in effetti, dopo la trilogia del "Signore Degli Anelli", è difficile produrre un buon film fantasy…

(Hansi) Sì, hai ragione. Io sono curioso di vedere come sarà "The Last Air-Bender" di Shyamalan, che dovrebbe uscire in agosto o a settembre…quello sì che è davvero un film sugli 'avatar', non tanto quanto quello di Cameron. A me era piaciuta molto la serie d'animazione di "The Last…" e credo che Shyamalan abbia fatto un ottimo lavoro. Poi, mi piacciono i film wuxia, come "Hero" di Zhang Yimou..hanno dei colori e delle movenze spettacolari. Probabilmente sarà il miglior film dell'anno.
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E, tornando al progetto su un eventuale musical dedicato a "Il Signore Degli Anelli"…

(Andrè): Sì, è ancora in corso… abbiamo già composto alcune canzoni con l'orchestra. È stato difficile trovare il team giusto per cominciare. L'anno scorso avevamo iniziato a registrare dei pezzi con l'orchestra russa ma non ne eravamo soddisfatti. Allora, abbiamo cambiato i nostri piani: Charlie Buerfiend ha trovato l'orchestra e stavolta, mentre componevamo le due canzoni orchestrali di "At The Edge...", abbiamo potuto dare un piccolo assaggio ai fans di quello che sarà il progetto sul LoTR. Quando torniamo dalla prima parte del tour, all'inizio dell'anno prossimo, ci rimetteremo sul progetto, scriveremo qualcosa e, forse, sarà finito in 2-3 anni.

Hansi, tu hai collaborato con numerose band e hai all'attivo due album con il tuo side-project Demons & Wizards: ci sono altri progetti paralleli in futuro?
No, al momento non ne abbiamo. Enrik collabora con i Sinbreed e alcune altre band. Finora ci hanno chiesto di fare delle comparsate in vari gruppi ma non si tratta di side-project veri e propri. Io continuerò con Jon e i Demons & Wizards, prima o poi, ma non nell'immediato futuro. Nella migliore delle ipotesi, se ne parlerà per la fine del 2012, quando inizieremo il songwriting.

Qualche anno fa avete partecipato ad un tribute a Ronnie James Dio, con la cover di "Don't Talk To Strangers": cosa avete provato quando avete appreso la notizia della morte di Dio?
(Hansi): L'ho saputo il giorno dopo la tragedia, e sono rimasto profondamente commosso, anche se, in un certo senso, c'era da aspettarselo. Ronnie aveva combattuto duramente contro il tumore, e purtroppo, cose del genere hanno un esito prevedibile. Ma aveva un carattere speciale ed era una voce straordinaria, e ha lasciato un'eredità enorme.
(Andre): L'anno scorso abbiamo suonato con gli Heaven & Hell in Grecia ed è stato un concerto straordinario. Ero anch'io molto commosso, stavamo per suonare con lui, e ora non c'è più… ma purtroppo sono cose che accadono.

Con più di vent'anni di carriera alle spalle e pochissimi cambi di formazione, qual è il segreto che vi tiene uniti?
(Hansi): Comprensione, disciplina, rispetto reciproco, una sorta di spirito di fratellanza...
(Andrè): Comunanza di sentimenti e di obiettivi e il fatto di essere ancora alla ricerca del capolavoro assoluto, la pietra miliare nella storia della musica. Con questo album ci siamo avvicinati un po' di più, ma abbiamo il potenziale per fare ancora meglio. Ma la strada è ancora lunga!

Certo che, se i Blind Guardian continuano a realizzare lavori di questo calibro, ci auguriamo che la strada non finisca mai… "Lunga è la strada dal quale parte"

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