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Leprous 12/02/2012
Leprous
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A mad musicians tea-party!

I Leprous sono un'altra band del vasto assortimento che rientra nella categoria "o li ami, o li odi". E noi li amiamo, decisamente. Autori di uno dei dischi più interessanti e complessi del 2011, "Bilateral", i giovani norvegesi sono una forza della natura negli spettacoli live, con un look a metà strada fra "Le Iene" e i drughi di "Arancia Meccanica", e in studio colpiscono per la maturità artistica dimostrata. Li abbiamo apprezzati di recente come opening act di Amorphis, e speriamo tornino presto come headliner. Perché sono folli, trasgressivi ma con le idee chiare e i piedi per terra. E, soprattutto, perché fanno la musica più interessante dell'ultimo decennio.

Cari loudvisioners, il vostro momento di pazzia è appena cominciato: ecco a voi Øystein Landsverk (chitarra).

Essere diversi dalla massa diventa fondamentale, sia dal punto di vista dell'ascolto che visivo.

Cominciamo con una domanda che nasce dalla pura curiosità: da dove viene il vostro nome?
Grazie per tutti i complimenti! Come sicuramente saprai, la band è nata nel 2001, anche se io all'epoca non ero nel gruppo, e gli altri erano giovanissimi. In realtà il nome fu scelto guardando a caso in un dizionario:-). Leprous suonava bene, e così è rimasto. Il nome ci ha colpito da allora e non abbiamo intenzione di cambiarlo.

Rimaniamo ancora sui nomi: puoi spiegarmi il significato che attribuisci al titolo "Bilateral" e come si collega al contenuto dell'album e all'artwork di copertina?
Il termine è legato ad alcuni dei testi e ci è sembrato potesse suonare bene come titolo collettivo anche per la musica, dato spesso si possono trovare molti stili e suoni diversi nelle nostre canzoni. E il titolo di un album deve anche suonare accattivante, no?


Quali sono le band che vi hanno ispirato maggiormente?
Spesso ci viene posta questa domanda, ma è molto difficile dare una risposta soddisfacente. Tutti quanti ascoltiamo una grande quantità di musica, ed è tutta diversa. Anche fra i membri della band c'è molta varietà nelle nostre preferenze musicali: alcune band piacciono a tutti, altre no. Forse è per questo che la gente dice che sembriamo un miscuglio di gente diversa. Ma ci sono delle formazioni che tutti apprezziamo, come Massive Attack, Porcupine Tree, Mars Volta e King Crimson. Forse questi gruppi sembrano troppo banali, ma al momento non abbiamo dei grandi favoriti.

Dato che avete cambiato etichetta di recente, pensi che questo passaggio abbia influenzato in un certo modo la lavorazione di "Bilateral"?
Non mi sembra che abbia cambiato il nostro modo di lavorare, ma ci ha sicuramente motivato di più! Abbiamo continuato a lavorare come facevamo prima, cercando sempre di migliorare. Prima di firmare con loro avevamo già deciso che avremmo fatto un passo in avanti rispetto a "Tall Poppy Syndrome" e di affidare il mixaggio a Jens Borgen dei Fascination Street Studios (di Londra?). Per noi è il momento perfetto di passare ad una label più grande e abbiamo sentito molto la differenza nella distribuzione, il marketing, ecc.


Per certi punti di vista, "Bilateral" sembra più sperimentale e innovative, oltre al fatto di essere più orientate al prog. Che ne pensi?
In realtà mi sembra che abbiamo abbassato un po' il tono e l'abbiamo reso più diretto, ma credo che questo sia dovuto al fatto che siamo migliorati molto come compositori, quindi tutto scorre meglio. In un certo senso la 'progressività' è più nascosta. È difficile avere un punto di vista esterno e vedere la tua musica come innovativa, ma pensiamo di aver creato qualcosa di completamente diverso da quello che circola oggi/che si sente oggi. Ma il termine "prog" oggi è cambiato in qualcosa di molto specifico e non mi sento di dire che suoniamo come altre band che vanno sotto l'etichetta di progressive metal.

Come nasce un CD dei Leprous? Chi si occupa di cosa?
È un processo lungo e puntiglioso! Di solito Tor Oddmund, Einar o io portiamo le notre idee alle prove. Oppure, se non ne abbiamo, il primo passo è di creare il riff mentre gli altri pensano a qualcosa d'interessante da aggiungerci; quindi improvvisiamo su questo riff per un po' e vediamo cosa ne esce. In entrambi i casi, quando abbiamo un abbozzo molto approssimativo dell'intera canzone, la registriamo e la riascoltiamo. In questo modo, riusciamo ad avere un punto di vista totalmente diverso sulla canzone ed è facile sentire quello che vogliamo cambiare. Poi lo cambiamo, e il processo si ripete. Alcune volte abbiamo testato dal vivo alcune canzoni per vedere come suonavano e poi, le abbiamo modificate quando non suonavano bene. Questo ad esempio si è verificato con "Passing".

Ci racconti qualcosa della storia della band? Come vi siete formati?
Come ho detto poco prima, Einar e Tor Oddmund nel 2001iniziarono come la tipica band giovanile insieme ad alcuni compagni di scuola. Hanno avuto alcuni cambi di line-up e alla fine è uscito il primo EP demo della band, chiamato "Silent Waters". Dopo un po' di tempo la registrazione, io ho sostituito Kenneth, il fratello di Einar, come chitarrista, insieme a Tor Oddmund. Poi anche il nostro batterista è stato sostituito da Tor Stian Borhaug, con il quale poi abbiamo registrato il nostro primo full-length, "Aeolia", nel 2006. Quest'album non è mai stato prodotto, e forse è stato meglio, anche se lo stampiamo e lo vendiamo da soli. Dopo che avevamo raccolto un po' del materiale per "The Tall Poppy Syndrome", Tobias Ørnes Andersen si è unito al gruppo. L'album è stato registrato al Black Lounge Studio a Parlby, in Svezia, nel 2008. Poi, di nuovo, dopo aver composto la maggior parte del materiale per "Bilateral", l'album che è appena uscito, il bassista che era nel gruppo fin dall'inizio ha lasciato la band, e avevamo ancora bisogno di un nuovo membro,:-). Abbiamo trovato la scelta perfetta in una band della nostra zona chiamata Aspera, e il loro bassista Rein Blomquist si è unito ai Leprous. Ha finito le canzoni con noi e ha registrato il basso, e questo ci porta alla nostra formazione di oggi! Al momento siamo molto felici della nostra line-up, che funziona nel miglior modo possibile.

Pur essendo una band così giovane, avete avuto numerosi cambi di line-up: qual è il collante che vi tiene insieme? Cosa vi dà la spinta per continuare?
Credo che la costante nel corso degli anni sia stata la presenza dei due membri fondatori, Einar e Tor Oddmund. Credo che sia soprattutto la volontà a farci andare avanti e a essere sicuri che puoi arrivare da qualche parte con quello che stai facendo. Pensiamo davvero di avere qualcosa di originale da offrire ai nostri ascoltatori, e questo mi sembra molto importante. Non ci sono mai stati drammi quando qualcuno ha lasciato il gruppo, e il motivo dei molti cambiamenti è che gli ex membri volevano fare qualcosa di diverso/altre cose. Io la vedo come un lento processo verso la line-up perfetta, dove tutti vogliono entrare nei Leprous, che è poi la situazione attuale!

Vi rendete conto che i Leprous sono gli autori di parte della musica più interessante da decenni? Come vi fa sentire la cosa?
Ti ringrazio molto! Lo apprezziamo tanto! Ci stiamo divertendo come non mai, suonando dal vivo un po' dovunque. La band è cresciuta in modo incredibile negli ultimi anni, e questo ci rende naturalmente entusiasti. Abbiamo suonato in alcune location molto vaste, ed è stato fantastico. Il nostro progetto comune è di continuare a suonare, e al momento NON vedo l'ora di iniziare a scrivere di nuovo!

Infine, un'altra curiosità: il vostro abbigliamento sul palco vi fa sembrare un mix fra dei camerieri distinti e i protagonisti del film "Arancia Meccanica". Perché la scelta di questo look? Ha un significato particolare?

I nostri abiti di scena fanno parte di ciò che chiamiamo un "pacchetto" che viene offerto agli ascoltatori. Questo comprende l'artwork dei CD, gli show live, ecc. Rispetto alla rigidità dei gruppi di oggi, pensiamo che sia molto importante avere qualcosa che ti distingue dai miliardi di altre band. Molti hanno dei contratti, e la gente ascolta tantissima musica, grazie agli straordinari canali di distribuzione che abbiamo a disposizione, come ad esempio ITunes. Essere diversi dalla massa diventa perciò fondamentale, sia dal punto di vista dell'ascolto che visivo. Non c'è un significato particolare che attribuiamo ai nostri abiti, tranne il fatto di non vestire in modo comune e di sembrare un'entità singola sul palco*. Mettiamo molta energia nei nostri show, e c'impegneremo ancora di più. Venite a vederci!:-)

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