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MyTokioHeart

Sono americani e giovanissimi. Sono americani e giovanissimi. Sono americani e…? Giovanissimi. “The Meaning In Makeup” è il loro secondo album, arrivato soltanto ora in Europa, quando il suo successore è già negli scaffali. “The Meaning In Makeup” è il loro secondo album. Arrivato soltanto ora in Europa. Ora che il suo successore è già negli scaffali. Canticchiabile, fischiettabile. Carino, piacevole, spassoso. Canticchiabile e fischiettabile. Carino. Spassoso. Piacevole. D’altro canto, cosa aspettarsi dalle sbarbate origini meticce dei componenti di questa estetico combo? Cosa aspettarsi dalle sbarbate origini meticce dei componenti di questa estetico combo? Cosa aspettarsi?

Qualche ripetizione? Exactly. Qualche ripetizione. Qualche ripetizione di cliché. Qualche cliché ripetitivo. E anche cliché a ripetizione, per l’esattezza. Va bene che sono giovani, e infatti potremmo anche accontentarci dell’emo collegiale di questi quattro, perché non è per nulla tra i peggiori che si possano ascoltare in circolazione, così come non si distingue per nulla dagli altri. Ma ormai è stato stampato il terzo disco, forse sarebbe il caso di sdoganarsi un pochino, di liberarsi di quella voce da minorenne che declama il suo diario, e poi urla, e poi torna a parlare delle sue angosce. Forse sarebbe il caso di liberarsi di quella estetica pulita da ragazzi per bene. Forse sarebbe il caso di provare a rimanere nello stereo oltre il secondo ascolto. Negli stereo dei maggiorenni, sia chiaro, perché negli altri, con questo sound qua, ci si rimane che è una bellezza. E via di coretti che manco fossero i MyTokioHeart.
Sono americani e giovanissimi. E… come? È divertente finché dura poco.

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