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    My Dying Bride

    Data di uscita: 10-10-2012

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L’antro della mente

Anche nel 2012 i My Dying Bride si tengono stretto il marchio di band inglese “doom metal 100%” e sfornano un disco piano, ombroso e di assoluta uniformità, basato sui trascinati e ininterrotti lamenti alla luna del cantante.

Quando il violino trova spazio tra i riff e i pestoni ritmici, ecco i suoni gelidi che fanno la differenza, come in apertura e nella title-track. Ancora una volta, il growl è confinato in un cantuccio – si veda la massiccia “Kneel ‘Till Doomsday” e “A Tapestry Scorned”– e le accelerazioni si contano sulle dita di una mano. E poi ci sono le parti recitate, elementi connettivi di una serenata aspra e tenace.

Niente di allucinante: un divano, un cordiale e un pugno di ascolti isolati penetrano le spigolature del disco.

“AMOAOF” è il disco del lamento ininterrotto, invocato dalla cadenza dei riff di chitarra, lasciando come d’abitudine il violino in quarto piano. Gemito e poco altro: romanticismo e oscurità vengono come conseguenza, non si percepiscono alla fonte del messaggio sonoro. Per questo sembrano un poco sbiaditi. Queste sensazioni non tolgono che il colore della musica del gruppo sia sempre lo stesso: il grigio, scuro.

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Contro

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