Home > Recensioni > My Foolish Heart: Sootiness, Sonsy Girl

Sfiorato e affondato

I My Foolish Heart nel 2007 con un’intenzione precisa: proporre dal vivo le cover più disparate riducendo all’osso l’uso della tecnologia. Prima di tutto, voce e chitarra. Poi, il resto.

Da duo si trasformano in trio, danno alle stampe un EP omonimo e hanno in cantiere un progetto di più ampio respiro: a precederlo, questo singolo, “Sootiness, Sonsy Girl”. Quattro tracce che danno una propria reinterpretazione di jazz, pop e krautrock rimescolandone le molecole attraverso il canale del folk. Il brano di apertura e di chiusura, che costituiscono il vero punto aggressivo e d’impatto del mini-disco, proteggono in verità le due ballate centrali, “Afternoon’s Nuisance” e “Let Me Down Easy”, nelle quali vengono srotolati arpeggi prog e armoniche a bocca. Stupore.

E poi, sì, al di là del pregiato (seppur minimale) apparato strumentale, c’è la voce di Caterina Sandri: versatilissima, è la voce di una vera e propria interprete, che piega la propria (straripante, si presume) personalità alle necessità di ogni canzone. È come se Jesca Hoop avesse mangiato Petra Magoni. Ci troviamo di fronte a una specie di intimismo estroverso, e non ci siamo sentiti fregati.

Pro

Contro

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