Home > Recensioni > Mystery Jets: Serotonin

L’evoluzione misteriosa

Per alcuni gruppi arriva quel momento caratterizzato da una pubblicazione di un nuovo CD che rappresenta la crescita, la massima espressione di arte nel fare musica ben fatta. “Serotonin” è il marchio dell’evoluzione dei Mistery Jets che dopo aver scherzato e giocato ora possono essere davvero orgogliosi di ciò che incarnano.

Con una canzone di apertura così, d’altronde, è facile immaginare un ottimo lavoro. “Alice Springs” è un intro che mette i brividi al primo ascolto per i ritmi incalzanti e le chitarre distorte che ti avvolgono e ti portano come un Jet nel mondo più Mystery che esista.

Il sound un po’ melanconico riporta agli anni ’80, ma è così ben suonato da non sembrare una copia quanto un vero e proprio viaggio nel tempo indietro di vent’anni.

L’ascolto di queste undici canzoni può comportare un aumento del volume dei capelli alla Robert Smith, uso smodato di occhiali Rayban vecchio stile (mica quei pezzi di specchio che si usano adesso), spensieratezza infinita e gioia a tratti.

Stiamo parlando degli anni ’80 ma non dei paninari o dei Duran Duran, questa musica è quella dell’altro lato della luna, quella alla Spandau Ballet revisionata per il 2010 con l’aggiunta di un pizzico di suoni elettronici che rende “Serotonin” una colonna portante per la musica British e la musica indie in generale.

Pro

Contro

Scroll To Top