Home > Interviste > Nada, “L’Amore Devi Seguirlo” è l’elisir dell’eterna giovinezza [INTERVISTA]

Nada, “L’Amore Devi Seguirlo” è l’elisir dell’eterna giovinezza [INTERVISTA]

Per un’artista come Nada l’amore è il collante della nostra vita. E ne troviamo conferma nel suo nuovo album “L’Amore Devi Seguirlo” (uscito lo scorso 15 gennaio) che altro non è che la dimostrazione del talento di un’artista instancabile in grado di raccontarsi senza filtri. Il tempo non ha un peso per Nada, l’importante è captare quei messaggi che la vita attorno a noi ci invia quotidianamente e trasformarli in musica. Il disco esprime essenzialmente la natura di Nada: semplice, fresca, sincera, e innamorata della vita.

“L’Amore Devi Seguirlo”, oltre ad essere il titolo del tuo nuovo lavoro, possiamo considerarlo a tutti gli effetti un bel consiglio..
Mi sembra di sì… È talmente semplice e così vero.

Come nasce questo album?
Beh, mi piace sempre rinnovarmi e raccontarmi nel momento esatto in cui accadono le cose e poi questo è il mio lavoro. Sono sempre in giro per fare concerti e questo era il momento giusto per far uscire il mio nuovo disco. Tutto ha origine dall’uscita della prima canzone,“Non Sputarmi In Faccia”. Non scrivevo un brano del genere da un po’, ed è abbastanza difficile farlo bene… Si parla di blues anni ’50.

Sono anni che non veniva fuori questo lato del mio carattere, ironico e femminile, così ho deciso di lanciarla subito, senza aspettare troppo.  Poi, ho continuato a scrivere gli altri brani, dei quali avevo già qualche bozza, ma che erano da finire. Ho rispettato i tempi che mi ero data, con precisione.È stata una novità quella di far uscire i due singoli ancor prima del disco,  mi piaceva l’idea di dare più spazio alle canzoni.

Ho apprezzato molto la sottigliezza e la provocazione in “Non Sputarmi In Faccia”, in quanto è una canzone che a primo orecchio potrebbe sembrare una normale canzone d’amore e invece…

Sì, è un po’ una richiesta di attenzione, un modo ironico di dire “Guarda che sono consapevole di tutto quello che fai, e che non ti accorgi di me. Però non esagerare”. Accade spesso nel rapporto tra due persone che stanno insieme da tempo. I rapporti si deteriorano un po’, e non ci si accorge più della bellezza dell’altro.Nada 08_@Andrea Bandini - Copia

In un’intervista passata avevi dichiarato che ti piace parlare di fragilità e debolezza (aspetti meno visibili nel mondo femminile). Secondo te tra le dieci canzoni del tuo disco quale mette più in risalto queste precise caratteristiche?

È un disco diverso dall’altro. In “Occupo Poco Spazio” erano tutte storie molto intime, che toccavano i sentimenti, da un punto di vista femminile. Ovviamente da donna ciò avviene in maniera più naturale, ma non significa che anche gli uomini non provano gli stessi sentimenti. In questo album, invece, parlo molto di quelle cose che viviamo e che accadono intorno a noi.

Ad esempio, “Aprite Alle Città” è contro le ingiustizie nel mondo, e mette in risalto quel poco interesse che abbiamo nei confronti di chi sta peggio di noi, e che consideriamo dei nemici. Tutti dovrebbero avere la dignità del vivere..

Pensi che una canzone possa smuovere le coscienze?

Non lo so sinceramente. Sicuramente qualsiasi cosa facciamo può indurre, in qualche modo,  a determinati pensieri e reazioni. La musica, poi, è un grosso veicolo, e arriva a tutti. È un mezzo che unisce le persone. Se esprimiamo un nostro parere, magari qualcuno lo recepisce. Speriamo!

Il brano “La Canzone dell’Amore” (che tra l’altro è la mia preferita) è stato realizzato con la partecipazione di ragazzi mentalmente disabili (cantano in coro). Com’è nata questa collaborazione?

Ho trascorso tre giorni con loro per fare insieme un po’ di musica. Qualche volta vengo chiamata da varie associazioni per dedicare un po’ di tempo a chi ne ha bisogno. È una cosa che mi piace fare e mi sembra utile, soprattutto per me.

Stavolta si è trattata di un’esperienza nuova, io e loro riuscivamo a creare un rapporto attraverso la musica.  Del resto, si sa che la musica ha il potere di aggregare le persone, ma ancora non avevo avuto modo di provarlo davvero. Io rielaboravo ciò che loro si sentivano di esprimere,  e ne è venuto fuori un bel lavoro. Tra l’altro, i cori sono fatti dai ragazzi.

Penso che questa canzone abbia una forte energia, in quanto è nata in una situazione così bella…

È originale anche il video della canzone.

Sì, ci sono io che mi faccio un lungo selfie. Faticoso, devo dire, ma è stato divertente!

Curiosa anche la scelta dell’immagine di copertina del disco, molto minimal rispetto alle immagini sempre più complesse che scelgono altri cantanti. Come mai questa scelta?

È una foto che ho scattato al microfono mentre provavo le voci dei brani. Mi è sembrato un attrezzo particolare, quasi un alieno (ride, ndr). Essendo un microfono è anche un portavoce, mi è piaciuta l’idea, non c’è niente di speciale dietro. È minimale sì, ma a me le cose minimali piacciono.

Non ti sei mai fermata un attimo, la musica fa parte da sempre della tua vita ed è bello che sia così. 47 anni di carriera alle spalle, quanto è cambiata la musica intorno a te nel panorama italiano?

La musica è cambiata, come cambia tutto quello che ci circonda. Speriamo che sia cambiata e stia cambiando in meglio.

Nada 02_@Andrea Bandini - Copia

Dove trovi l’ispirazione per le tue nuove creazioni e, soprattutto, come riesci a mantenerle in linea con i tempi che cambiano?

Sono una persona che vive il tempo che vive. Guardo sempre avanti, quindi al presente e il futuro. Porto dentro tutte le cose che ho vissuto, sono mie, mi appartengono. Trovo ispirazione da tutto ciò che vedo e mi circonda, e che mi provoca emozioni. Quando mi metto lì con la chitarra e inizio a suonare, non mi do mai un tema. Tutto viene da sé…Lavorandoci e lavorandoci pian piano viene fuori quello che hai dentro. E’ una cosa un po’magica, e anche difficile da spiegare. Avviene, e non so il perché.

Hai trovato l’elisir dell’eterna giovinezza?

Dico sempre che non sono mai stata giovane, quindi non mi sento nemmeno vecchia. Il tempo è un elemento che vivo senza dargli troppo peso.

Quanto è cambiata Nada da “L’Amore Disperato”?

Cambiata, sicuramente. Credo, però, che il carattere e il modo di agire nascano sempre dalla stessa natura. Poi, cambia quello che ti succede. Ma alla fine sei sempre tu. E’ un continuo progredire, andare avanti e conoscerti. E possibilmente migliorare.
Ogni disco è un’altra storia. “L’Amore Disperato” risale a  un altro momento della mia vita… Non mi ricordo nemmeno più!

Quanto peso ha l’amore nella tua vita e quanto ne ha avuto nella tua carriera?

Tantissimo, non so dire quanto. È un argomento talmente immenso che le parole non bastano a descrivere i sentimenti. Se ne parla da sempre, e probabilmente nel 3000 se ne parlerà ancora… È il collante della nostra vita.

Scroll To Top