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  • Nadàr Solo: Diversamente, Come?

    Nadàr Solo

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Nuotando fermi

Tre anni fa avevano messo a punto un piano per darsi alla fuga, ora come ora invece si confrontano con un grande interrogativo di stasi: “Diversamente, Come?”.
La band torinese capitanata da Matteo De Simone si pone faccia a faccia con il fallimento (specialmente quello amoroso), con l’impotenza di molte vite umane, con la “genuflessione emotiva e psicologica di un Paese, delle sue anime e del suo cuore in calma piatta”.

Nonostante si tratti perlopiù di argomenti di quiescenza, i brani contengono un forte dinamismo che si contrappone in modo antitetico alla scarsa fluidità dipinta. L’indie rock del trio è quindi vivace ed energico, ma non per questo ottimista.
“Le Case Senza Le Porte” piccolo capolavoro.

Il pezzo che spiega al meglio il concetto di stasi è paradossalmente “Il Vento”, traccia che vanta la partecipazione di Pierpaolo Capovilla. Essa crea un paesaggio immaginario in cui la brezza ha smesso di soffiare, lasciando gli abitanti della Terra immobili e incapaci di concretizzare il futuro.
La crisi la sentono anche i Nadàr Solo.

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