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Napoli Film Festival: Un viaggio chiamato Laura Morante

Capita spesso di lasciarsi condurre dalle apparenze e giudicare le persone in base all’impressione che tentano di dare al mondo. Laura Morante è una di quelle donne alle quali l’estro dell’attrice lo si legge in faccia.

In un elegante completo scuro, l’attrice toscana giunge alla terza giornata del Napoli Film Festival accompagnando su tacchi vertiginosi tutto il suo fascino. Quello della Morante non è un estro fatto di colori sgargianti e trucco marcato, bensì di uno sguardo misterioso e di un’aria un po’ frenetica che le resta addosso avanti e dietro la camera da presa, sopra e sotto il palcoscenico teatrale.

Cresciuta a pane e danza, approda al teatro col più severo dei maestri: Carmelo Bene. È al cinema, però, che deve la fama internazionale. Bertolucci, Moretti, Amelio e Monicelli sono solo alcuni dei grandi nomi che l’hanno diretta.

I registi mi dicevano che avevo l’aria di chi passava lì per caso“, racconta l’attrice. Ma la passione che è emersa dalla chiacchierata napoletana di ieri doveva nascondersi proprio dietro quell’apparenza scontrosa e insoddisfatta. La stessa che ha fatto della Morante una delle attrici più richieste in Italia e in Francia, sua terra d’adozione.

E quando il telefono squillava per una proposta di lavoro la domanda era: “Ti fa sempre tanto schifo fare l’attrice?”. Eppure doveva avere qualcosa di diverso da tutte le altre che fremevano dalla voglia di farsi notare. Nipote d’arte, Laura ha portato sul grande schermo donne che sull’orlo della crisi di nervi ci stavano davvero. Ha preso parte a set interminabili di grandi film e questa sera racconta le disavventure di ognuno di essi, tutti vissuti come vite parallele.

Il successo che l’ha investita ha portato il suo nome sino alla regia di John Malkovich, affiancato da quello di Javier Bardem. Un percorso lungo una carriera che anticipa il futuro progetto della Morante: passare dietro la camera da presa in un film scritto a quattro mani con Daniele Costantini e co-prodotto da Italia e Francia.

Non è che si staranno annoiando?“, chiede quando pensa sia giunta l’ora di lasciare il posto alla proiezione di “Un Viaggio Chiamato Amore”, la pellicola di Michele Placido che la rassegna partenopea ha scelto per questa sera. Applausi ad una carriera che prende forma in uno sguardo da diva. Applausi alla Morante e ad ogni ruolo portato sul grande schermo.

Applausi, tanti applausi. Alla Morante e al Napoli Film Festival.

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