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  • Natas Loves You: Skip Stones EP

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    Data di uscita: 10-03-2015

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Natas Loves You sono una band formatasi nel 2009 tra Helsinki, Lussemburgo e Parigi. Almeno, così pare leggendo le informazioni sulla loro pagina Facebook. Che si tratti di una sagace burla o di una bizzarra verità, “Skip Stones” è il loro nuovo Ep e almeno questa è una certezza. “Skip Stones” in realtà non contiene brani inediti, ma pezzi tratti dal loro precedente lavoro “The 8th Continent”. E quindi eccoci con quattro sole tracce, troppo poche per dare un giudizio definito. Ma tanto vale provarci comunque, come dice qualcuno di famoso.

Ed è proprio “Natas Loves You” ad aprire le danze (una sorta di title track, se non fosse che l’omonimia è con la band stessa e non con l’album). Abbiamo le chitarre, abbiamo l’elettronica,un basso pulsante, qualche tastiera e una voce molto pop. Ah dimenticavo, c’è anche un ritornello killer che ti si attacca in testa. Promossa.

“Go Or Linger” sembra invece una canzone di Ed Sheeran. Il che può essere un bene o un male a seconda dei punti di vista. Il ritornello è sempre uno di quelli che ristagnano nella materia grigia per ore. Senza lodi né infamie.

“Zeppelins” ci porta nella seconda metà di questo lavoro che -devo dirlo- si sta dimostrando particolarmente divertente e fresco. Anche qui abbiamo una potenziale hit da classifica. Ma l’Altissimo ha le sue regole e questo pezzo non passerà mai da Radio Sabbia (dai, forse è un bene allora). Quella che si avverte è personalità. Cosa non da poco, perché  i Natas Loves You suonano un pop molto fruibile a tutti (non solo alle orecchie “sopraffine” degli hipster) e gli epiteti infelici (uno su tutti? Cloni dei Coldplay) rischiano di essere molti e molto cattivi nei loro confronti.

“Scarlett Brown”, chiude il cerchio con l’accelerazione finale.  Qui il groove domina incontrastato con un mix di pianoforte e basso da pelle d’oca. In questo pezzo si sconfina, si sfiora il soul e si accarezza la black music. Tanto sorprendente quanto… corto. Proprio così, perché intanto l’Ep è finito. E chi si è visto si è visto.

Sembra frivolo, ma “Skip Stones” spazia tra moltitudini di influenze senza citare (troppo). La mia consolazione è che potrò recuperare gli altri brani ascoltando l’intero album “The 8th Continent”. Un consiglio? Fatelo anche voi.

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Contro

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