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National Theatre Live – Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

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Il 5 maggio, solo per un giorno, Nexo Digital porta nelle sale cinematografiche italiane, direttamente dal palcoscenico del National Theatre di Londra, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, adattamento teatrale dell’omonimo best seller di Mark Haddon del 2003, scritto da Simon Stephens e diretto da Marianne Elliot.

Christopher Boone (Luke Treadaway) è quindicenne affetto da un tipo di disturbo comportamentale che, sebbene non sia mai esplicitato, ricorda da vicino la Sindrome di Asperger. Dotato di incredibili doti logico-matematiche, Christopher conosce tutti i numeri primi fino a 7507, odia essere toccato, non parla con gli estranei, detesta il colore giallo e può dire solo la verità. Un giorno, scoprendo il cadavere del cane della vicina, il ragazzo decide di indagare sul misterioso delitto. L’indagine lo porterà ad affrontare le sue più profonde paure, superando i limiti imposti dalla sua condizione.

“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” racconta una classica storia di formazione, ma la particolarità del suo protagonista, con alla spalle l’immaginario del tutto unico di un ragazzo affetto da un disturbo dello spettro autistico, la rende atipica nel suo genere. Il racconto dell’indagine di Christopher, così, diventa per noi occasione per guardare il mondo da una prospettiva molto diversa dalla nostra.

Questo è vero tanto per il romanzo quanto per la pièce teatrale, che risulta molto fedele allo spirito dell’opera di Haddon, pur riuscendo ad adattarsi perfettamente al diverso mezzo. La vicenda è messa in scena quasi come se fosse una recita scolastica tratta dallo libro scritto da Christopher nel corso della sua indagine. È l’insegnate del ragazzo, Siobhan (Niamh Cusack), che ne legge alcuni stralci nel corso della rappresentazione, trasformata per l’occasione in una sorta di guida attraverso questo mondo complesso e straordinario.

Laddove,  nel libro, c’erano i disegni, gli schemi e le equazioni con i quali Christopher cercava di raccontarci la propria visione delle cose, qui il compito è affidato principalmente all’essenziale scenografia di Bunny Christie, che fa un uso sapiente dello spazio scenico del  Cottesloe Theatre, progettando un palco quadrato centrale, caratterizzato da una griglia bianca e nera ed una serie di led, usato come una sorta di lavagna sul quale proiettare, di volta in volta, diagrammi, equazioni, emoticon ed elementi della scenografia. Un mix di immagini, luci, melodie elettroniche e frenetiche scene di movimento, che rappresentano gli stati emotivi del protagonista, trasformano lo spettacolo in una vera e propria esperienza sensoriale, che si riesce a percepire anche attraverso la visione in differita della registrazione.

Purtroppo, se, da un lato, la messa in scena risulta molto efficace nel rendere il mondo interiore di Christopher, dall’altro tende a prevalere sugli altri aspetti della narrazione, che a volte sembrano rimanere sullo sfondo.

Luke Treadaway, vincitore dell’Olivier Award come miglior attore proprio per il ruolo di Christopher, regala un’interpretazione convincete e toccante, riuscendo a rendere palpabile il disagio di un ragazzo che si trova da solo in un mondo che non riesce a capire e a codificare. La vicenda famigliare narrata nella seconda parte, invece, non diventa mai veramente incisiva, soprattutto quando acquista i connotati del dramma fin troppo urlato.

Al di là di qualche piccola sbavatura, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” risulta essere un adattamento riuscito e molto coinvolgente di una storia di difficile trasposizione, riuscendo a trattare temi di incredibile complessità con estrema delicatezza e un senso dell’umorismo mai fuori luogo.

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