Home > Recensioni > Necrophobic: Death To All
  • Necrophobic: Death To All

    Necrophobic

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Death/Black metal satanico e svedese

Come l’addensarsi di nubi cupe all’orizzonte è indizio di un temporale estivo così i primi secondi di “Death To All” sono presagio di un’infuriata di fulmini e stilettate, dritte alle orecchie.
Lo stile classicheggiante si giostra tra un death spinto ai limiti e di un black leggero, designato per lo più alle linee vocali.

Fin da subito quindi, due punti sono ben chiari:
- si tratta di un album fortemente elettrizzante, che si muove bene tra una traccia e l’altra portando insana freschezza sonora con grida di ghiaccio, acide e ruvide.
- Il sound è quello classico dei Necrophobic, nessuna variazione sostanziale, un core di suoni compatti che detonano ad ogni secondo, muovendosi all’unisono e regalando atmosfere, comunque, tridimensionali e variopinte.

Tracce degne di nota sono l’esaltante “Revelation 666″ che fa letteralmente piovere una dose ingente di blast beat accompagnata da un’eccellente prova delle sei corde, capaci di ricreare un più che orecchiabile riff perfetto per il coro: con i suoi quasi sette minuti di massacro entra a pieno titolo al primo posto come la più potente ed incisiva traccia dell’album.

A seguire si passa, senza pause, a “La Santisima Muerte” in cui un accenno di tranquillità e disperazione si intreccia con il sound, il quale, dopo una brusca fine, permette a “For Those Who Stayed Satanic” di imperversare con i suoi blocchi ritmici puliti e dinamici.
L’epica title track, con i suoi otto minuti di angoscia e violenza, è suddivisa in tre capitoli, concatenati tra di loro, in cui si dipingono l’insana filosofia satanica della band.

In sostanza un gran album, classico sì, ma importante per quanto concerne lo stile di una band che si muove in un’unica direzione senza temere variazioni stilistiche di nessun tipo e senza apportare cambiamenti che potrebbero danneggiare il lavoro fin qua svolto: se siete è in cerca di un buon cd old school questo fa al caso vostro.

Strano a dirsi ma il black metal riesce ad adeguarsi anche al il caldo torrido dell’estate, tanto da azzardare, per l’album dei Necrophobic, un paragone con una bibita rinfrescante, decorata da un mezzo voto in più al posto dell’ombrellino.

Pro

Contro

Scroll To Top