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Negramaro al Giffoni Music Concept: report live del concerto

Il Giffoni Film Festival ha anche, da sempre, un’appendice musicale, il Giffoni Music Concept,che negli anni ha ospitato i concerti di grandi artisti come Patti Smith, Elio e le Storie Tese, Afterhours.

Quest’anno l’apertura è affidata ai Negramaro e al loro On the Road Again Tour, con un concerto attesissimo annunciato in giornata come sold out. Sarà per il capiente pratone dello stadio “Troisi” di Giffoni, ma la location avrebbe tranquillamente contenuto il triplo delle persone. Una scelta di sicurezza per evitare di lasciare i ragazzini delle giurie in una calca ingestibile? Può essere, e se questo è il caso la scelta si è rivelata giusta, con un deflusso ordinato e veloce al termine dell’esibizione.

I Negramaro, fin dal pomeriggio, si sono prestati a bagni di folla, autografi, selfie e via discorrendo; hanno però annullato il previsto incontro con la stampa. L’impressione è stata quella di un gruppo di ragazzi che cerca di schernirsi il più possibile, che percepisce quasi con disagio lo status di divi assoluti che gli assegna la nutrita platea. Ma è ingiusto parlare di divi al plurale, perché l’unico riconoscibile, ricercato e idolatrato è lui, il cantante e leader Giuliano Sangiorgi. Che, è bene dirlo subito, per me è il punto debole della loro proposta musicale.

Mi spiego meglio. Tutti i pezzi sono costruiti allo stesso modo, con una totale apertura musicale sul refrain che serve a Giuliano per lanciare i suoi acuti, sempre gli stessi. Le intro e le chiusure dei brani sono lasciate alla band, che dilata le melodie spesso in maniera floydiana, avvolgendo il pubblico in atmosfere a volte davvero ricercate; ad amplificare l’effetto contribuisce un grande palco con imponenti costruzioni sceniche, che sottolinea ancor di più la grandeur raggiunta da questi musicisti salentini ormai sulla breccia da più di dieci anni. Ma tutto è distrutto dalla performance del vocalist, ieri sera, tra l’altro, non in forma smagliante (più volte stecca clamorosamente).

Ma ai ragazzi, e ci mancherebbe altro, tutto questo non interessa. Cantano a squarciagola, saltano, seguono in religioso silenzio i pezzi più intimisti. Tutte le hit dei Negramaro vengono coperte dalle squillanti voci dei (perlopiù) giovanissimi spettatori. La band si concede, suona per due ore, Giuliano Sangiorgi dialoga con la platea, ribadendo continuamente il fatto di essere del Sud, che qui siamo al Sud, che il Sud è bellissimo: la ridondanza rende quasi antipatico un messaggio che è comunque da sposare in pieno.

La data “cinematografica” del loro tour è impreziosita da due guest star, i due protagonisti di “Gomorra – La serie” Marco D’Amore e Salvatore Esposito, che recitano un brano del “Viaggio in Italia” di Goethe dedicato allo splendore della “Campania felix”. Pensando a cosa sono diventate quelle terre e quali veleni contengano in profondità, non si può non essere colti da un profondo velo di amarezza.

Nel bis i Negramaro affidano a “Tutto Scorre” e alla cover di “Un Amore Così Grande” (inno ufficioso della Nazionale italiana agli ultimi Mondiali in Brasile, che non ha portato benissimo, diciamo così) cantata in passato, tra gli altri, da Claudio villa a Andrea Bocelli. E basta fare questi due nomi per capire la megalomania di Sangiorgi, che non ha una voce tenorile, ma vorrebbe tanto averla. So che per il novanta per cento di voi lettori quanto dico è una bestemmia, altrimenti i Negramaro non venderebbero così tanti dischi, ma provate a concentrarvi, la prossima volta che li ascoltate dal vivo, sull’aspetto prettamente musicale escludendo Giuliano. Rimarrete piacevolmente sorpresi, ve lo assicuro.

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