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  • Neil: Black Flowers

    Seahorse Recordings / none

    Data di uscita: 16-12-2016

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Black Flowers” è il secondo album da “solista” di Neil Lucchetta, l’ex frontman degli Hope Leaves, uscito lo scorso 16 dicembre questa volta sotto l’etichetta di Seahorse Recordings. Da “solista” tra virgolette perché la partecipazione di Alessandro “Ake” Donazzon (basso) e Andrea Breda (batteria) è ben presente e visibile, nonostante il disco sia dominato dalla voce di Neil e dalla sua chitarra.

“Black Flowers” è un lavoro prevalentemente rock con sfumature indie (“Spleen”), folk (“My Tired Heart”) e una dose di cantautorato in stile americano. Fin dall’inizio il cantautore compone e canta esclusivamente in inglese, dimostrando di avere la piena padronanza della lingua e l’orecchio, per quel che riguarda la pronuncia.

Testualmente, l’album è ispirato ai “Fiori del male” di Charles Baudelaire. Ovviamente, Neil non aspira ad essere il nuovo Baudelaire, ma risaltandone l’ ispirazione (titolo dell’album e di alcune canzoni, riferimenti nei testi – molto dark, pieni di rancore e delusione) si “minimizza” un po’ da solo. Insomma, Neil vorrebbe parlare dalla stessa angoscia esistenziale baudleriana, ma forse sarebbe meglio parlare della propria.

L’album è complessivamente piacevole, anche se cupo e malinconico. Forse basterebbe un pizzico di originalità in più. La direzione dark rock si sposa perfettamente con Neil, sarebbe solo da evitare, per il futuro, alcuni cliché da cantautore tormentato.

Tracklist:
1. Spleen
2. Blank Sheet
3. My Tired Heart
4. Chains
5. Promise
6. Clown
7. The Meaning Fades
8. Not a Love Song
9. Moth
10. Awaiting
11. Spleen II

Pro

Contro

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