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Incontro con Nesli e Alice Paba: da Sanremo ai nuovi progetti [INTERVISTA]

Nesli è tornato al Festival di Sanremo, per la seconda volta, con il brano “Do Retta a Te”  in duetto con Alice Paba (vincitrice dell’ultima edizione di The Voice). Venerdì 10 febbraio è uscito nei negozi e nei digital store “KILL KARMA – LA MENTE È UN’ARMA”, il nuovo album di Nesli. Alice Paba ha pubblicato lo scorso 10 febbraio, il suo primo album “SE FOSSI UN ANGELO”. Entrambi gli album sono prodotti da Brando (GoWild Music/Universal Italia).

Nesli, resta sempre un grande amico di LoudVision, da noi intervistato in occasione dell’uscita di “Kill Karma” , e per tale motivo decidiamo di rincontrarlo nuovamente, a distanza di pochi mesi dalla precedente chiacchierata per sentire reazioni a caldo su Sanremo, su stati d’animo impellenti e approfittiamo per fare anche la conoscenza di Alice, che nonostante sia così giovane, ha già così tanto da dire. L’appuntamento è in occasione dell’instore tour promozionale dei due album, giovedì 16 febbraio presso la “Mooks” Mondadori di Napoli, e ad attenderci, ancor prima di Nesli e Alice c’è una folla di fans degne dei migliori Oasis nei tempi d’oro. Rompiamo subito il ghiaccio, chiedo a Nesli di poterlo chiamare col suo nome, in modo da “originalizzare” la nostra chiacchierata e il clima si fa subito goliardico con la sua battuta di apertura “In un bellissimo film dicevano ‘se ti va, lascio che mi chiami anche Susan’, anche perchè io non sono adatto a fare le interviste, ma mi piacciono quelle vere, autentiche, e con te,con LoudVision, io riesco sempre ad esprimermi come voglio, in altri casi invece il sistema non ti lascia il giusto spazio, quello che tu vorresti dire viene sempre oscurato da quelle quattro notizie che vogliono che debbano girare” .

“Susanna”, scherzo, Frà, iniziamo con te, che sei già un amico di LoudVision. Il primo luglio è uscito “Kill Karma” e noi lo abbiamo raccontato già in una precedente intervista allora, un disco il cui sottotitolo dicemmo essere “il bene genera il bene”, adesso a distanza di sette mesi esce la versione deluxe “Kill Karma – La mente è un’arma”. Questa volta il sottotitolo diventa esplicito?

Il disco è molto esplicito, in realtà, è molto crudo e violento pur non essendo violento, non ha parolacce né tratta tematiche sociali forti, però è crudo perchè è triste, la triade si chiude e si chiude con la tristezza, è una fotografia di alcuni stati d’animo e processi evolutivi forti e per forza di cose la riflessione finale non può che non essere triste, per quanto gioioso sia il procedimento, il processo, il fatto che tutto nasce per finire è triste, in mezzo possiamo festeggiare allegramente però. Un po’ come la vita no? Ha un inizio e una fine, e in mezzo ce la godiamo, “Kill Karma” rappresenta la mia nascita e la mia morte in quel contenitore artistico.

A noi di LoudVision presentasti “Kill Karma” come un album intimo, in cui si trova inserita la tua anima, tutta la musica che hai ascoltato negli anni, insomma la tua formazione e la tua essenza. Non suona ossimorica la presenza di un duetto?

Io sono l’antiduetto infatti, ed è operazione da appendice e viene messo dopo, non nasce neanche nella mia mente l’idea di poter fare un duetto con qualcuno, ne ho rifiutati tanti negli anni anche con artisti che non erano emergenti come nel suo caso (ndr: guarda Alice), perchè non mi serviva in quel momento. E’ molto acuta la tua osservazione, questo duetto non racconta nulla di Kill Karma, racconta solo dell’inserto che faccio per Sanremo, ma io, essendo un simpatico figlio di puttana – passami il termine ma ormai ci conosciamo e sai la mia schiettezza – nell’album inserisco “Do retta a te – long version” comunque la matrice depressiva di quella roba lì.

Il contesto di Sanremo prevede quella versione lì, perchè ci siamo messi al servizio di quella cosa e quindi ha senso metterla, però nasceva già Kill Karma. Ma tu hai molta ragione sul concetto ossimorico del duetto, e per risponderti e rimanere coerente col disco metto “Do retta a te long version” senza sapere che mi facevi questa domanda. Su questa cosa sei un cecchino eh? (ride), per dirtela tutta nella versione sanremese non c’è lei, lei interpreta e basta, io la riadatto, tolgo delle parti perchè dobbiamo fare quella cosa lì mirata, insieme, ed è servito farla così per quel pacchetto della kermesse.

Come è nata la scelta di affidare ad Alice Paba la condivisione dei tuoi intimismi racchiusi nelle parole di “Do Retta a Te”?

Come ti dicevo prima, nel tempo ho avuto la possibilità di duettare con molte persone, ma in quel caso era costruita, in questo caso la storia è figa poiché è semplice. Eravamo in studio, l’ho sentita e mi è piaciuta, avevamo la possibilità di duettare insieme molto facilmente in quanto abbiamo lo stesso produttore, c’è la possibilità di… la cosa che il tutto fosse così facile mi ha stimolato, poi mi sono detto “sai che è figa l’idea che se devo nel mio percorso, non l’ho mai fatto, ma se devo farlo, e dico duettare chiaramente, mi piace farlo con una ragazza giovane che non ha precedenti, che inizia adesso, può essere anche motivo di soddisfazione per me mettere del mio in un percorso artistico nascente di un’altra persona”

Alice, parliamo un po’ di te. Sei reduce dalla vittoria di un talent, ma nonostante sei così giovane sei anche autrice dei tuoi testi. Come hai gestito questa tua partecipazione sanremese fra i big, e soprattutto accanto ad un big, da interprete anzichè da autrice?

Si, bella domanda. Beh sicuramente è stata una esperienza totalmente nuova rispetto a quello che è stato tutto il mio percorso, un tassello da mettere e che penso di aver messo molto bene, mi sono trovata molto a mio agio con lui (ndr: indica Nesli), e il pezzo è stato facile reinterpretarlo, non so perchè ma mi è venuto tanto facile. Uno pensa “da cantautrice è strano, no?” e invece no, con lui è stato molto semplice. Di solito da cantautrice è un problema essere solo interprete, ma il talent mi ha dato tanta consapevolezza anche da interprete, se non avessi fatto “The Voice” non so se ci fossi riuscita, perchè io ho sempre scritto, però insomma ce l’ho messa tutta, poi se il pezzo mi piace, il mondo che vuole raccontare mi appartiene, è anche più facile.

Francesco torniamo un attimo a te, non era il tuo primo Sanremo ma è come se lo fosse, era la prima volta che calcavi quel palco con tuo “nuovo” stile, scevro da influenze rap da cui ormai ti sei discostato. Che stati d’animo prevalevano in te?

Ma a me piace misurarmi con cose anche molto lontane da me, ho fatto questa cosa di cambio radicale perchè sennò la gente non capisce. Parlo degli addetti ai lavori, di chi scrive di te, di chi ti deve etichettare, di chi deve darti una opportunità, un contratto, devi sempre spiegare, spiegare, spiegare, e quindi diventa sempre davvero snervante. Io in realtà faccio musica, potrei farne di qualunque genere, oggi potrei scrivere una canzone che ricorda il rap, il pop, il country, non mi interessa, non scrivo in quell’ottica però fuori è così, e ho quindi deciso di fare delle cose molto nette, così quando farò quello che vorrò fare è già definito chi sono, “Nesli pop” lo vedi, “Do retta a te” è un pezzo molto pop, “Nesli rap” pure lo hai visto. Spero che adesso potrò metter tutto assieme, contaminarmi, senza dover spiegare più nulla.

16729444_10154461144710914_3311191673244876304_nParliamo di numeri, di dati, di percentuali e dell’eliminazione. Seconda serata, la vostra esibizione ha visto il 2,56% di votazioni da parte della sala stampa (che ha ammesso a man basse di aver dato anche zero), e 7,19% al televoto, peraltro abbastanza alto il gradimento popolare. Delusione o, per dirla alla Zucchero, “il festival di Sanremo inizia quando finisce la kermesse e si iniziano a vendere i dischi?”

Nesli: non lo so perchè lui ha venduto un sacco di dischi, io non ho ancora venduto i dischi di Zucchero, non so dirti se quando finisce inizi a vendere perchè ho fatto una sola esperienza e mi ha portato comunque bene, ma anche il risultato del festival stesso fu diverso, con “Buona fortuna amore” era andata comunque bene. Questa volta è andata male, perchè siamo ultimi o penultimi, siamo usciti subito, quindi te lo potrò dire tra un po’, sicuramente dispiaciutissimi chiaramente, se non altro per il lavoro che c’è dietro.

Come procede la tua rubrica social “Da me a te”? Qualche critica post Sanremo che più vi ha colpito?

Nesli: io la rubrica l’ho interrotta dopo l’uscita dell’album perchè era come un progetto fine a quella cosa lì, un termometro per capire in che direzione andasse la mia fan base. Adesso mi sono messo a fare le storie su istragram, sono molto più immediate, tu in fondo puoi spremerti, inventarti mille contenuti, la gente vuole solo sapere i fatti tuoi, vuole guardarti attraverso lo spioncino della porta. Capito questo mi sono tolto tante sovrastrutture mentali, faccio le dirette social anche in bagno ed evito di scrivere un contenuto di almeno venticinque righe, il gossip tira di più di qualsiasi altro contenuto. Detto questo critiche beh si tante, quella che più mi ha colpito me l’hai fatta anche tu poco fa, sul genere.

Alice: Beh su di me hanno detto un bel po’ cose, ma il succo del discorso è sempre lo stesso, che sono immatura, che la prima serata non abbiamo tirato tanto, le critiche che ho subito da più vicino è che non abbiamo spinto tanto la prima serata, ma poi alla seconda ci siamo liberati, anche se inutilmente. (ride)

Alice, “Se Fossi Un Angelo” è il tuo primo cd, stai condividendo il tuo primo viaggio promozionale con un habituè della scena musicale, che consigli ti ha dato Francesco prima di incamminarvi verso questa avventura insieme?

Nesli: “cambia lavoro…ahah” (ndr: ridiamo tutti)

Alice: Non è tipo da consigli, ogni tanto te la butta là qualche perla, mi dice di essere carina ma non di esagerare… oddio non lo so, mi sto inventando qualcosa, non saprei ora…

Vorrà dire che scriverò che ti ha dato il più classico dei consigli: “cerca di essere te stessa”?

Si forse nel piccolo veramente lo ha fatto. Ma più che i suoi consigli io seguo proprio lui, ti viene naturale seguirlo, è più grande, ha più esperienza, prendo tanto da lui, rubo.

Nesli: ah rubi eh? A ladraaa…

“Do retta al cammino, restarti vicino o correre lontano andando verso il mio destino”. Dove sentite vi stia portando il vostro destino?

Alice: non lo so, forse questo è stato l’inizio del mio destino, già per aver davvero capito quale sarà il mio destino, bello o brutto che sia non lo so, ho capito dove devo andare.

Nesli: beh a me ha portato alla fine di un mio percorso che è questo qua. Dopo inizierà qualcosa di nuovo.

Dopo l’eliminazione per chi avete tifato?

Alice: io Fiorella Mannoia.

Nesli: bah, era figo se vinceva Fiorella Mannoia, ma quando io ho sentito bene la canzone di Bravi mi è piaciuta molto. Quindi direi Michele Bravi.

Una battuta in conclusione per sdrammatizzare sul risultato sanremese la farei a te, Nesli: ““Kill Karma”: se un karma esiste, tu uccidilo, ammazza il concetto orientaleggiante del karma”, riassumevi così il senso del tuo album a luglio. Dunque se ammazziamo il concetto dell’orientali’s Karma ci resta da appellarci all’”Occidentali’s karma” necessariamente?

Vaffanculo è vero, abbiamo detto sta roba io e te, e quello mi ha fottuto “occidentalis” e “karma”. E’ assurda sta cosa è? O gli abbiamo dato il gancio io e te a lui (ndr: Gabbani), o si è letto l’intervista e da lì gli è partito l’embolo, era estate. Ti giuro adesso che me lo hai ricordato son rimasto di merda.

E quindi?

E quindi non so che diamine risponderti. Ti giuro è impressionante, è come un viaggio nel tempo questa cosa qua, rispondo in conclusione che sono come una macchina del tempo allora, come dicevo in una canzone. Sono impressionato, brava, sei molto brava a fare questa roba tu, mi hai scioccato con questo ricordo. Alla fine la sua vittoria può essere un nostro prodotto. (ridiamo)

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