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Nesli, Kill Karma: “Tutto il disco parla di strade perdute!” [INTERVISTA]

E’ uscito il 1 luglio, per  Go Wild/Universal Music Italia    il nuovo album di Nesli “Kill Karma”, secondo di una trilogia iniziata con il grande successo dell’album “Andrà tutto bene”.

Il disco è stato anticipato il 27 maggio dal singolo “Equivale all’immenso”

 

“__Kill Karma __sarà l’album più importante, perché dentro ho messo tutta la mia anima, tutta la mia musica, la mia energia vitale, tutto quello che ho imparato, tutta la musica che ho ascoltato, l’ho messa qui dentro _- spiega Nesli – _Sentirete la mia voce come mai prima, sarà la voce del mio spirito, del mio Io. “ sostiene lo stesso autore nel suo comunicato stampa.

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Noi di LoudVision abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Nesli, qualche giorno prima dell’uscita dell’album e della partenza del suo tuor in firmacopie, cogliendo così anche tutta l’essenza, l’entusiasmo, la frenesia e – soprattutto – le aspettative dello stesso autore verso questo nuovo progetto.

 

“Kill Karma” lo hai annunciato sui social e sui canali che riservi ai tuoi fans come il secondo di una trilogia iniziata con “Andrà tutto bene”, album che ti ha dato questa nuova identità musicale, dopo una fase rap. C’è un filo conduttore fra questi 3 album?

 Assolutamente si. Sono tre volumi che hanno come tema la bellezza del mondo e la tristezza dell’animo umano visti in tre ottiche diverse. “Andrà tutto bene” esprime il mio motto “Il bene genera il bene”, questo invece è un album più crudo, che mostra altre sfaccettature della società umana in modo più viscerale.

 

Questo secondo album racconterà il presente, la vita e la morte rispetto all’”adesso”. “Kill Karma” cioè “Uccidere il Karma”, è un po’ come dire che ognuno è artefice delle sue scelte e dei suoi errori, e bisogna uccidere il concetto che siamo frutto di un intreccio karmico?!

Beh si! Se il karma esiste, tu uccidilo. Ecco è come discostarci dal concetto orientaleggiante del destino karmico, ma non per disillusione, quanto perchè la nostra società, con i suoi vizi ha già sporcato questo concetto nella sua essenza, occidentalizzandolo. Quindi se ancora tu pensi esista, uccidilo!

 

Nel singolo in rotazione radiofonica che annuncia il disco “Equivale all’immenso”, un racconto dell’ultima notte insieme prima di dirsi addio, notevole è la frase che si ripete: “Dimmi che qualunque cosa accada domani per noi, ci sarà sempre un motivo” e ancora “quello che hai scelto per me”, nessun intreccio karmico ma frutto di scelte fatte e condizionate anche da chi ci circonda?

Nella misura in cui influenzano la nostra storia si.

Se dovessi farti un esempio userei una serie tv, le altre persone che mi circondano sono le comparse, mentre io sono il protagonista. Ognuno di loro ha una sua storia in cui è protagonista, e alla fine i destini si intrecciano.

In pre order con il cd ci sono in regalo tre canzoni in anteprima: “equivale all’immenso” – per l’appunto – “Anima nera” e “Piccola mia”, tutte e tre che parlano di una storia finita. La scelta è stata voluta o cos’altro le lega al punto da lanciarle insieme?

Tutto il disco parla di strade perdute. Questo è ciò che lega tutte le canzoni, in particolare queste tre. Quindi si, c’è della coerenza nella scelta. Questo tema l’ho iniziato già con il precedente album, ma questo è più intimo, personale, a volte addirittura viscerale.

 

Nel comunicato stampa di questo album dici “Racconterò di Voi, parlando di Me, racconterò la storia, che si incatenerà alla vostra. Sarà come la mia Italia, come avere un figlio. Sarà un figlio d’Italia!”, sottolineando ancora una volta quale è il tratto distintivo della tua carriera, cioè l’empatia con il tuo pubblico, nel brano “Quello che non si vede” – tratto dal precedente album – hai dedicato ai tuoi fan addirittura il videoclip. Quanto conta il loro supporto?

Scontato dire che sia fondamentale. Come ogni passione che diventa lavoro le variabili sono tante, ci sono dei pro e ci sono dei contro. Dal momento in cui decidi di metterti in discussione però, impari a dosare queste variabili e i “contro” diventano trascurabili.

 Parliamo adesso della rubrica “Da me a te”, questo filo diretto con i tuoi fans che diventano parte integrante del tuo lavoro in studio, venendo costantemente aggiornati sui tuoi progressi sia nei testi che nelle collaborazioni. Nei commenti riescono ad esserti utili a livello artistico? Riescono a diventare anch’essi parte del progetto?

Io si, uso molto loro come termometro. L’ho già fatto con il precedente album e continuerò anche con i prossimi progetti artistici che mi vedranno protagonista. Immortalare una foto che mi ritrae in sala di incisione, o pubblicare uno status che include una futura frase che potranno ascoltare in qualche canzone nei mesi successivi, è un modo per rendere parte di un progetto proprio i fan, che sono i destinatari ultimi di questo lavoro.

 NESLI_2016_Ph. Andrea Colzani (2)Quello con Brando, alle anagrafe Orazio Grillo, già produttore di artisti collaudati sulla scena internazionale come i Modà ed Emma, di cui tu sei autore di uno sei suoi singoli di maggior successo, è un sodalizio che continua. Quanto la sua audacia di produttore di rendersi indipendente da una grossa etichetta e la sua esperienza musicale ti hanno aiutato a realizzare questo nuovo progetto?

 Contributo fondamentale che io ho voluto sin da subito, da quando collaboravo con l’altra etichetta. E’ passato un po’ di tempo, mi sono dovuto attenere a dei vincoli contrattuali, ma poi è arrivato finalmente questo incontro e il nostro primo lavoro insieme è stato sul brano “Dimentico tutto” di Emma, come giustamente citavi tu, ed è continuato e continuerà anche nei prossimi progetti.

 

 

Mi ha particolarmente colpita un titolo, ottava traccia di Kill Karma, “Perfettamente sbagliato”, apparentemente un ossimoro. Era questo l’intento?

Quel titolo lì rappresenta una sorta di sottotitolo dell’album. E’ una sorta di contraddizione, come la copertina così punk, cruda e a tratti violenta, e la dolcezza delle parole dei brani. Una parafrasi della società, e ancor prima dell’essenza dell’uomo.

Questo è l’album della maturità?

Sì, decisamente.

Con il terzo album che chiuderà questa trilogia, culminerà questa fase artistica, e proverò a reinventarmi musicalmente. Quindi sì, la mia maturità fino a qui.

 Qualche scoop sul tuo futuro?

Beh per ora sicuramente penso al presente, lancio del disco, tour per il firmacopie e poi proverò a mettere in piedi un tour, fossimo anche solo io e la band.

E dopo? Beh dopo “Andrà tutto bene” c’è stato un libro, l’idea è di mantenere questa linea e metterne in piedi un altro. Questa volta sarà un romanzo però.

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