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Nessuno pensa ai bambini?

Esce in questi giorni nel nostro Paese “UP”, una tenera storia di violazioni di domicilio, rapimento di minori ed esperimenti clandestini su animali. Ah! La poesia dell’invasione di specie esotiche in quell’incontaminato paradiso che è la foresta vergine! E il rombo dei motori di uno zeppelin! E poi tonnellate di mattoni depositate a due passi da una splendida cascata, e migliaia di dolci palloncini colorati, ormai tristemente sgonfi e addormentati al suolo, pronti a essere inghiottiti da una fochina tropicale tenerella, che morirà soffocata entro pochi minuti! Quanta dolcezza in ogni fotogramma, quanto amore, quanto ecoterrorismo!

Ma la Pixar, lo saprete, non è nuova a toccanti favole moderne di tal fatta.
Pensate solo alla storia di Nemo, il pesciolino orfano disabile, che dopo lunghe peripezie e innumerevoli, appassionanti avventure torna a casa insieme al padre iperprotettivo e alla nuova madre – una sogliola con l’Alzheimer. Due genitori ideali per un handicappato! Lui che non gli stacca gli occhi di dosso, negandogli così anche l’illusione di avere una vita vera, e lei che (ri)scopre quindici volte al giorno che il suo piccolino è un emarginato sociale.
Oppure pensate a “WALL•E”, il robottino orfano disabile, che dopo lunghe peripezie e innumerevoli, appassionanti avventure torna a casa. INSIEME ALL’INTERA RAZZA UMANA. Esatto, la stessa che aveva distrutto il pianeta secoli addietro, prima di emigrare nello spazio, per inquinare galassie dove nessun uomo aveva mai osato prima. Wow, WALL•E, è proprio una grande idea la tua, sicuramente meglio di “piazza una decina di ordigni nucleari in giro per l’astronave e tornatene sulla Terra, per ammirare da distanza di sicurezza il meritato annichilimento dell’umanità”!

Eppure, se fate due conti, vi renderete conto che queste sono inezie, minutaglie, puzzette. I tizi della Pixar sono un branco di principianti, che sta faticosamente imparando il mestiere dai loro superiori, i Veri Supercattivi, gli Harlem Globetrotters del Male, il Dream Team dell’amoralità, il gruppo Bilderberg della violenza psicologica.
Un’azienda che, da ormai 86 anni, è dedita a raccontare bugie ai bambini, a ingannarli con false promesse di un futuro luminoso o a puntare il dito contro poveri innocenti, scatenando negli ignari infanti odio razziale, sociale o, semplicemente, gratuito e generalizzato. Un’azienda che ci ha regalato alcuni dei cartoni animati (e film) più diseducativi della storia del cinema. Solo che nessuno se n’è mai accorto. Perché SONO PUCCIOSI.

Dovrebbe essere ovvio, ormai, che stiamo parlando della Walt Disney Pictures.
E allora, miei gai amici, prendetevi per mano e seguitemi in questo fatato mondo di orrori! Ci sarà allegria e stelle filanti per tutti!
Tranne che per gli ebrei.
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Il cartone
Le avventure di Bianca e Bernie (The Rescuers, 1977)

Tag
Orfanelli, topini tenerosi, ONU, mostri mitologici, tappi vaginali, product placement

La storia
Bianca è una topa ungherese che, con l’aiuto del ciccioso topolone Bernard, dell’albatro Orville e della libellula Evinrude, cerca di salvare la dolce Penny da un destino ingrato: sacrificare la propria vita per recuperare un misterioso artefatto, l’Occhio del Diavolo, concupito dalla perfida Madame Medusa.

La morale comunemente accettata
- L’ONU aiuta i deboli, gli oppressi e gli orfani.
- L’ONU ha creato parecchie agenzie nascoste, generalmente gestite da animali portatori di malattie infettive.

Lo spaventoso messaggio nascosto
Nascosto? Penny è un’orfana che viene legalmente adottata da un’eccentrica zitella bisognosa di compagnia. L’affido è perfettamente legittimo, ma l’ONU, nella figura di DUE TOPI DI FOGNA, non ci sta, e si imbarca in una missione suicida per liberarla.
E affidarla ai topi di fogna.
Proprio così: la Disney è convinta che la figura paterna ideale per un’orfanella di sei anni sia un animale famoso nei secoli scorsi per portare la peste, e che è solito utilizzare tappi vaginali per impedire alla moglie di scopare con altri topi.


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Il cartone
Dumbo (Dumbo, 1941)

Tag
Elefanti rosa, circo dei freak, ritardo mentale, idiot savants, circonvenzione d’incapace, alcolismo, delinquenza

La storia
Dumbo, elefantino ritardato figlio di una madre psicotica, è la star comica di un circo. Quando la madre viene arrestata in seguito all’ennesimo atto di violenza, Dumbo verrà adottato da un topo manager, che prima lo stordisce iniziandolo alle meraviglie del delirium tremens, poi ne sfrutta il talento – due grandi orecchie, un po’ come quelle di tutti gli altri elefanti insomma – per ribaltare la sua triste sorte di star comica del circo, trasformandolo in una star comica del circo.

La morale comunemente accettata
Non è importante quanto tu sia scemo, anche tu, sì, TU!, piccolo bambino grassottello e con le orecchie a sventola, costante vittima di smutandate, frizioni olandesi e sevizie anali con ombrelli appuntiti, anche tu, tonto ciccione senzapalle mangiapatatine, hai, dentro di te, il seme di un talento. Devi solo trovare la forza di scoprirlo, e un magico mondo di opportunità ti si aprirà davanti!

Lo spaventoso messaggio nascosto
Non importa quanto tu sia rimasto shockato da un’infanzia in balìa di una madre passivo-aggressiva e con tendenze depressive, non importa che tu abbia il quoziente intellettivo di una nocciolina, sia incapace di spiccicare parola e affidi tutte le tue speranze a un ratto vestito da domatore di leoni; non importa, perché c’è sempre una possibilità di redenzione: l’alcool.

Oh, e un manager senza scrupoli. E che usa tappi vaginali.
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Il cartone
Gli Aristogatti (The Aristocats, 1970)

Tag
Caligola, eredità, Carlo Conti, legittime aspirazioni, barboni, jazz

La storia
La miciona Duchessa e i suoi gattini tenerelli sono vittime di un tentato micidio (…) da parte del perfido maggiordomo, che vuole impadronirsi dell’eredità multimilionaria che la dolce vecchietta Madame ha inopinatamente intestato ai simpatici felini. Duchessa sfuggirà alla morte, e verrà accolta e aiutata a ritornare a casa da Romeo, un barbone.

La morale comunemente accettata
Tutti quanti vogliono fare jazz.

Lo spaventoso messaggio nascosto
D’accordo, i micini tenerelli hanno sempre ragione.
D’accordo, cercare di sterminare un’intera famiglia di micini tenerelli non è mai giustificabile.
D’accordo, l’eredità della signora Adelaide Bonfamille era di legittima proprietà della gatta Duch…
EHM.
La gatta Duchessa.
La dolce vecchina voleva lasciare la propria eredità a UNA GATTA.
E l’avvocato George Hautecourt, “il più vecchio e il più caro amico di Madame”, è d’accordo con lei! Non accenna una protesta, un’obiezione, non propone un’alternativa LOGICA, tipo, chessò, donare i soldi in beneficenza, adottare un orfano così da strapparlo dalle grinfie dei topi, salvare una fochina tenerella, COMPRARE UN CENTRAVANTI AL MILAN.
Vatti a fidare di uno con questa faccia:


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Il cartone
La sirenetta (The little mermaid, 1989)

Tag
Magia nera, sesso con animali, emo, se è muta è meglio, circonvenzione d’incapace

La storia
Ariel, l’affascinante e ribelle principessa del regno del Mare, si invaghisce di Eric, l’affascinante e noiosissimo principe del regno degli umani. Il richiamo dell’amore la spinge a un gesto disperato: donare la sua voce alla perfida strega Ursula in cambio di un paio di cosce da urlo. Dopo mille peripezie, Eric riuscirà a uccidere la strega grazie al sapiente uso di un bompresso; Ariel riavrà la sua voce, rimarrà umana e vivrà per sempre felice e contenta con il suo principe.

La morale comunemente accettata
Il vero amore sconfigge ogni barriera, ogni ostacolo, ogni differenza.

Lo spaventoso messaggio nascosto
Ce n’è una quantità spaventosa.
Per esempio, avete notato che Eric si innamora di Ariel quando lei non può parlare? Esatto, il messaggio che la Disney vuole lanciare alle bambine è “state zitte e mostrate le cosce, avrete tutti i peni che volete!”.
Poi hanno inventato Vanessa Hudgens.
Per non parlare del fatto che Ariel, pur di trovare UN CAZZO tutto per sé, si rivolge a una strega. Di solito, convincere una ragazzina credulona di possedere presunti “poteri magici” in cambio di soldi, prestazioni sessuali o trapianti di organi è un reato, detto circonvenzione d’incapace – o, in Italia, Wanna Marchi.
Vergogna, Disney, tutto questo è anche colpa tua:


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Il cartone
La Bella e la Bestia (Beauty and the Beast, 1991)

Tag
Furry, bestialità, se sei brutto ti tirano le pietre, assunzione di sostanze stupefacenti

La storia
Incredibilmente più complicata di quanto si creda, ma riassumendo eccola: Bella ha un padre inventore, un fascinoso corteggiatore che incidentalmente è anche un perfetto cretino, un’indole ribelle. Fuggendo da BOH! finisce nel castello della Bestia, dove forse è tenuto prigioniero suo padre. Lì conosce la Bestia stessa, che, innamoratosi di lei, brama di riempirla con il suo candelabro peloso, perfettamente simboleggiato dal servitore della Bestia stessa, un candelabro glabro.

Poi arriva Gaston, qualcuno sta male, la Bestia si scopre nobile di cuore e interessante conversatrice, Bella scopre il candelabro, Gaston perde, la Bestia diventa un bellissimo principe, Bella si rassegna alla perdita del candelabro e si gode l’amore del suo fascinoso corteggiatore, che si distingue dal primo fascinoso corteggiatore perché è anch’egli un perfetto cretino.

La morale comunemente accettata
L’abito non fa il monaco. Non puoi giudicare un libro dalla sua copertina. L’importante è essere belli dentro.

Lo spaventoso messaggio nascosto
Se sei bello sei stupido. Se sei brutto sei simpatico ma comunque la gente non ti vuole perché sei brutto. Se sei bello invece la gente ti vuole anche se sei stupido. È legittimo innamorarsi di un bruttino ma simpatico, ma solo se poi suddetto bruttino diventa un figone. Insomma, il concetto di base è “se sei brutto non scoperai mai, nella vita conta essere belli”.

Congratulazioni, bambino grassottello e brufoloso! Ora puoi suicidarti.
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Il cartone
Il gobbo di Notre-Dame (The Hunchback of Notre-Dame, 1996)

Perché è qui
Perché di fatto è una versione riveduta e corretta della morale di cui sopra, ma virata verso il grottesco. Gli elementi classici della B&B, infatti, vengono ciranescamente stravolti: il brutto rimane brutto, quello che scopa è un terzo incomodo che fa un totale di cose utili pari a zero per tutto il corso della storia, ma anzi si fa imprigionare, quasi ammazzare e in sostanza si dimostra un totale imbecille. Per ottenere in cambio cosa? La mano della bella zingara.
Esattamente il contrario di Quasimodo, il cui ingegno unito alla sua inusitata bruttezza gli regalano un totale di cinque minuti di gloria e un’esistenza intera di oblio.
Molto, molto bene, Disney.


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Il cartone
La spada nella roccia (The sword in the stone, 1963)

Tag
Raccomandazioni, giovani Jedi, scoiattoli!, le migliori canzoni Disney di sempre

La storia
La storia è quella di Semola, orfanello imbranato e mingherlino, misericordiosamente accolto da Sir Ettore come un figlio, e come un figlio impiegato in una serie di mansioni tipiche del giovanotto modello: lavare i piatti, strofinare le pentole, pulire la cucina. Il tutto per un castello abitato, apparentemente, da quattro persone.
“La spada nella roccia” ci racconta poi di come Semola venga precettato dal mago Merlino, il quale gli insegnerà le lettere, la scienza, tutto ciò che serve per costruire una carriera intellettualmente stimolante e di grande successo.
Semola scoprirà poi, quasi per caso, di essere il legittimo erede al trono di Inghilterra, abbandonando così il suo addestramento prima che sia completo. Merlino fugge così a Honolulu, dove presumibilmente incontra Yoda. I due si lamentano delle rispettive sfighe, scoprono di avere in comune molto più che l’età e la capacità di sollevare astronavi con il pensiero, e fuggono insieme verso la terra dell’amore.
Merlino ritornerà più avanti, per aiutare Semola a spaccare il culo a un po’ di cristiani.

La morale comunemente accettata
La predestinazione bla bla, il destino di un cavaliere bla bla, ricchi&potenti vs. poveri&sfigati… tutto ciò che nel ciclo arturiano viene risolto in cinque minuti insomma.
Ah, e poi il potere della conoscenza, la glorificazione della cultura contro la forza bruta, l’importanza di imparare, la giuoia di aprire la propria mente.

Lo spaventoso messaggio nascosto
Non importa quanto tu sia sfigato, tonto, goffo, imbranato, svogliato e totalmente analfabeta.
Se sei figlio di e hai gli agganci giusti puoi arrivare ovunque.
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Il film
Aladdin (Aladdin, 1992)

Perché è qui
Perché il concetto che sottende al film è esattamente lo stesso (con le raccomandazioni giuste puoi arrivare in cima con il minimo sforzo), ma virato verso l’italiota: se sai a chi chiedere, puoi far credere quello che vuoi a chiunque. Anche di essere un principe.
Curiosamente, se la persona a cui chiedi parla come Gigi Proietti, le tue probabilità di successo schizzano al 100%.
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Il cartone
Uhm, TUTTI?

Tag
Manicheismo, zoroastrismo, va tutto bene, il male perde sempre, scongelatemi quando si saranno estinti gli ebrei

La storia, la morale comunemente accettata, lo spaventoso messaggio nascosto
Non esiste una storia, esistono solo infinite variazioni su un tema. E il tema è “non preoccupatevi bambini, ANDRÀ TUTTO BENE”. È facile identificare il Bene e il Male, perché il Bene è sempre KAWAII mentre il Male ha una faccia tremenda, cupa, incazzata, verminosa, autocomburente, increspabile, mortifera, Tanganica, domotica, orrorifica, insomma facilmente identificabile in:

E anche quando il Bene si veste da Male vi sarà facile riconoscerlo: infatti il vero Male ha sempre un ghigno sarcastico/gli occhi rossi/una maglietta dell’Inter, mentre il Bene riesce a essere nobile ed elegante anche nella sua (temporanea e mal interpretata) cattiveria.
Altrimenti la Bestia sarebbe uno scarafaggio, no?

Ma il vero problema non è tanto questa rozza categorizzazione della vita in due contenitori opposti e assolutamente NON comunicanti: in fondo, non è molto diversa da come ci viene presentato il dibattito politico in Italia oggi, no?
No, il vero problema è un altro…
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[PAGEBREAK] Il vero problema è che nei film Disney IL BENE VINCE SEMPRE.
E questo crea nei bambini, in OGNI bambino, una quantità di aspettative misurabile sulla scala del BOOM.
Ogni infante tra i tre e quindici anni dagli anni ’40 a oggi è cresciuto convinto che il bambino che gli metteva il dentifricio nel sacco a pelo sarebbe stato punito dal capo scout, che la bambina che lo prendeva in giro per l’apparecchio sarebbe finita senza denti in seguito a una sparatoria in un vicolo, che la maestra che lo umiliava davanti ai suoi compagni per la sua stupidità sarebbe stata divorata viva da un BATMAN COMUNISTA ALIENO.
E ognuno di questi infanti è arrivato a quarant’anni SAPENDO che il suo capo prima o poi sarebbe stato schiacciato dalla macchinetta del caffè e lui avrebbe potuto rapire e sposare la sua sexy segretaria, che il vicino di casa rumoroso sarebbe morto divorato dai corvi una domenica mattina alle 7 durante l’ascolto del Best Of di Baglioni, che l’Inter avrebbe vinto una Champions prima o poi.
E invece no.
Perché la Disney ci ha mentito. Il male vince spesso, e quando a vincere è il bene c’è sempre l’inculata nascosta), e l’Inter non vincerà mai una Champions.

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