Home > Recensioni > Neverdream: Souls 26/04/1986
  • Neverdream: Souls 26/04/1986

    Neverdream

    Loudvision:
    Lettori:

Italian Prog Society

Anche l’Italia, quando non è impegnata a far parlare di sé per calciatori e politica, sforna realtà progressive di notevole interesse, come i capitolini Neverdream.
La scelta di affidare ad un concept sulla tragedia di Cernobyl l’intelaiatura del nuovo “Souls – 26/4/1981″ stupisce per intensità e azzardo. Il risultato soddisfa complessivamente le aspettative, realizzando varianti apprezzabili dei cliché di genere: l’architettura complessa dei brani si carica di linee melodiche corpose e ricche di pathos, che si adagiano su tempi dilatati e inserti strumentali ad intensificarne l’impatto emotivo.

Mentre risuonano echi di Marillion e onnipresenti Dream Theater, i nostri adattano l’ispirazione al core tematico dell’album, declinandolo secondo soluzioni abbastanza originali e personali. Le parti solistiche vengono spesso affidate al sax di Fabrizio Dottori (“Silence”), le tastiere armonizzano il sound senza soffocarlo e le linee vocali, in alcuni passaggi leggermente incerte, completano il quadro arricchendolo di sfumature.
Cardine della prima parte e dell’intero lavoro, per scelta artistica e per presenza sonora, risulta “Victim” ottima commistione di hard rock, prog e tensione emotiva.

Un lavoro intenso e coinvolgente, la riprova che, per fortuna, in Italia c’è qualcosa di meglio di veline e calciatori.

Scroll To Top