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Niccolò Fabi in concerto a Napoli, report live e scaletta

 In una afosa serata di metà estate, venerdì 30 giugno, Niccolò Fabi ha toccato il capoluogo campano per la seconda data del suo “Diventi Inventi Tour 1997- 2017”.

Mi piacerebbe raccontare questo concerto scevra da emozioni malinconiche e nostalgiche, senza la sindrome da rientro, cercando di non farmi suggestionare dalla location né dalla storia personale di Niccolò. Mi piacerebbe, appunto, ma non lo farò.

Nella suggestiva Castel Sant’Elmo, di cui tanto si è discusso a causa delle locandine sbagliate (Castello di S’Antelmo, nel punto più alto della città, con una Napoli illuminata ai suoi piedi, alle 22:00 è iniziata una festa, perché solo così la si può definire.
Come tutte le avventure più suggestive da fare, anche in questa c’era bisogno di un buon compagno di viaggio, e il mio mi ha riportato nel mood giusto per affrontare a pieno le successive ore con un monito: “Guarda, lo si nota dall’espressione del viso e dalla pacatezza della sua voce quanto il suo animo sia sensibile!”. Ed ha avuto proprio ragione.

Così Niccolò si è approcciato a un pubblico numeroso in maniera timida ma visibilmente emozionata, in quella che è stata solo la seconda tappa del suo “Diventi inventi 1997- 2017” tour, che celebra vent’anni di carriere dall’artista romano. Vent’anni di carriera (quasi) inaugurati in una città che non sempre gli è stata devota, lo sottolinea lui stesso prima di ‘smollarsi’ in una liberatoria “Il negozio di antiquariato”. Una scelta azzardata quanto coraggiosa quella di un insicuro Fabi – per sua stessa ammissione – che l’amore del pubblico partenopeo davvero a faticato a conquistarlo negli anni, e che resta ancora incredulo dinanzi al quasi sold out e soprattutto alla partecipazione dei suoi ormai fans.

Un inizio giusto con “Il giardiniere” che ricorda davvero le origini. Questo brano anticipa la raccolta del ventennio in uscita il 13 ottobre. Un brano del 1997 per poi passare ad “Una somma di piccole cose”, title track dell’ultimo album. L’inizio e la fine tutto d’un fiato, prima di rivolgersi al suo pubblico.

In questi vent’anni i temi delle mie canzoni sono cambiati, così come è cambiato lo sguardo verso le cose. Ci sono canzoni che cantano la disillusione, altre invece raccontano semplicemente l’amore. Un percorso discontinuo nelle argomentazioni, così come lo è quello di ogni uomo”. Introduce così “La promessa” per poi raccontare i pensieri psichedelici di un giovane romano nel 1993 che si interrogava su come sarebbe stato assistere al giorno del suo funerale con “Rosso”. Dieci anni in un baleno e siamo già nel 2003 quando il momento più buio del Fabi ancora non era giunto ma già aveva capito che “è la cura del tempo la più grande possibilità”, come canta nella successiva “E’ non è”. Il tempo appunto, siamo nel 2010 e Niccolò si ritrova ad essere “orfano” di sua figlia e come risposta al destino beffardo pubblica l’album meglio riuscito della sua carriera “Ecco”, da cui la title track quasi urlata, che ha dedicato alla sua compagna che ha raccolto “i pezzi di vetri sparsi per terra” dell’artista.
A questo punto Niccolò abbandona la chitarra per abbracciare un pianoforte e proseguire così il resto della sua festa, un piano non rivolto verso il pubblico ma verso le rovine del castello, quasi ad esorcizzare le sue rovine interiori.

Nessuna menzione al trio né citata né in musica, solo una timida “Vento d’estate”. Una scelta che fa riflettere ma che sento come condivisibile. Quando si fanno dei bilanci di vita ogni ospite è atteso e indesiderato, si è preso pezzi di noi e ci ha lasciato frammenti di sé. In questo “Capodanno estivo”, all’alba del suo primo ventennio artistico, Niccolò ha voluto prendersi uno spazio tutto suo e fare un dono al suo pubblico: la sua innata umanità e sensibilità d’animo. C’era poi la sua musica, ma quella sono bravi in tanti a farla, l’anima sul palco no, quella è tutta un’altra storia, e in questa serata Niccolò ce l’ha raccontata.

Scaletta:

  1. Il giardiniere
  2. Una somma di piccole cose
  3. La promessa
  4. Rosso
  5. E’ non è
  6. Ecco
  7. Le chiavi di casa
  8. Una mano sugli occhi
  9. Il negozio di antiquariato
  10. Una buona idea
  11. Costruire
  12. Vento d’estate
  13. Offeso
  14. Lasciarsi un giorno a Roma

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  1. Facciamo finta
  2. Mela (di e con Roberto Bianco)
  3. Capelli
  4. Lontano da me

 

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