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  • Nickelback: All The Right Reasons

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Anima metal?

Fatte le dovute presentazioni col grande pubblico con “How You Remind”, rafforzato il successo interplanetario con “Someday”, nel 2005 torna la band dei fratelli Kroeger con un album nuovo di zecca. Pur non modificando di molto il sound della band i Nickelback apportano qualche ritocco al proprio aspetto sonoro attraverso l’aggiunta di qualche strumento per loro nuovo come archi e pianoforte, dando al contempo maggior spazio e volume alle chitarre, finendo così per dare alla luce un disco buono sia per chi già apprezza la band, che si ritroverà tra le mani un album mediamente più heavy dei suoi predecessori, sia per coloro i quali volessero avvicinarsi ai Nostri per la prima volta, data la qualità del songwriting.
/>Ad aprire le danze è “Follow You Home”, che vede la partecipazione di Billy Gibbons degli ZZ-Top, una canzone a base di riff granitici, ciccioni e heavy al punto giusto, dal sapore anche un po’ Metallica di metà anni ’90, secondo noi già un classico nel songbook dei Nostri. Restando in tema di heavy song bisogna ricordare anche “Side Of A Bullet”, praticamente lo stile Nickelback al servizio di una canzone alla Pantera (sentite tra l’altro i suoni di chitarra e cassa, sotto la strofa), che fa spazio a un assolo di Dimebag Darrel, proprio lui, recuperato grazie a Vinnie Paul e Rita Haney, solo loro sanno dove, allo scopo di rendere tributo al grande chitarrista dei Pantera premturamente scomparso.
Non che i Nostri abbiano tirato fuori un album metal, anche se a volte il dubbio viene: semplicemente chitarre e distorsori, sempre presenti nella musica del gruppo, oggi non vengono più tenuti al guinzaglio, si dà invece loro lo spazio che reclamano. Perché per riuscire a tirare fuori un air-play radiofonico, di quelli da tormentone vero, basta un singolo come “Photograph” (ma andrebbero bene anche “Savin’ Me” e “If Everyone Cared”), acustica e melodica, con quelle armonizzazioni di voci e strumenti del ritornello che avremo sentito migliaia di volte da artisti d’oltreoceano ma che fanno sempre piacere. Soprattutto quando tali mezzi formali sono messi a disposizione di musicisti ispirati, pieni di entusiasmo e desiderosi di fare quello che stanno facendo.
Questo è il caso di “All The Right Reason”, un lavoro notevole anche per la sua capacità di unire energia e carica sonora che in tanti si sognano, con melodia e malinconia da accarezzare cuori e orecchie, il tutto senza rinunciare mai definitivamente a un po’ di divertimento e autoironia (cfr. “Rockstar”). E se a tutto ciò aggiungete una produzione praticamente perfetta e una performance in studio senza sbavature, si capirà perché questo disco non dovrebbe essere trattato con supponenza da nessuno.

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