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  • Nicolas Michaux: À la vie, à la mort

    Lili Louise Musique / Wagram Music

    Data di uscita: 27-01-2017

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Da amante della patria delle moules frites non potevo lasciarmi scappare l’album di debutto ‘À la vie, à la mort’ di Nicolas Michaux uscito il 27 Gennaio. Il cantautore belga, dopo lo scioglimento della band Été67 in cui ha mosso i primi passi, torna dall’anno sabbatico in Danimarca con una manciata di canzoni nelle tasche.

I dieci brani sono uno spaccato delle paure, speranze ed emozioni che nutrono i trentenni di oggi, intrese dai “se” e dai “ma”. D’altronde “si sa bene che l’indomani appartiene alla notte”, come decanta nel secondo pezzo che concede il titolo all’album.  Sognatori e disillusi. Una sceneggiatura all’ordine del giorno, che incarna vari generi espressivi influenzati dai suoni dei pionieri del rock francese anni ’60, Johnny Hallyday e Serge Gainsbourg. Il viveur Serge, infatti, pone le fondamenta in ‘Les lles désertes’, un pezzo synth pop su una chitarra dalle frequenze molto basse.
‘Si tu me laisses’, regala una chitarra riverberata che rimanda a spazi ora pesanti per il perduto amore aiutata da un’intonazione impostata più sulla ballad rock’n’roll anni ’50.
Nicolas con voce gentile, da mezzo addormentato o mezzo innamorato che rende tutto uguale, riesce con nonchalance a muoversi tra il francese e l’inglese. La stessa abilità con cui si volteggia per le strade della bohemien Saint Gilles sulle note di ‘Croire en ma chance’, un pezzo molto orecchiabile.
Il pop in pure stile parigino con duetto femminile presente nell’ultima traccia, decreta la conclusione di questo lavoro tagliente e accattivante, anche se leggermente monotono.

 

di Melody Zucchetti

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