Home > Recensioni > Nicoletta Noè: Il Folle Volo

Buone intenzioni

Nicoletta Grazzani, in arte Nicoletta Noè, ci presenta il suo iter attraverso le esperienze umane, il cui centro focale- probabilmente il più interessante- è l’inconscio.

In undici canzoni dove il rock confluisce nel blues e viceversa, la polistrumentista canta di amore, litigi, ira, cose inspiegabili razionalmente, ma che esistono e devono essere raccontate.
L’atmosfera soft di “Dovecomequando” si scontra con l’anima nera e disincantata di “Oh Padrone”, mentre la delicatezza di “Non È Tardi” sembra voler affermare che forse qualcosa di buono negli uomini c’è.
Non manca la traccia del folk né l’impronta acustica che, di fatto, apportano gli archi.

Un lavoro apprezzabile, ma assolutamente non unico.

Da un lato si tratta di un esordio che inserisce l’artista nel panorama (quello al femminile, di certo) della musica rock/cantautorale italiana, di cui già erano esponenti Cristina Donà, Carmen Consoli e Denise; dall’altro, tuttavia, Nicoletta non riesce ancora a oltrepassare la soglia del “già visto, già sentito”, rischiando di cadere vittima del dimenticatoio.

Pro

Contro

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