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Nido del Cuculo: Un cinefilo a Livorno

Spettacoli teatrali, eventi, pubblicazioni, festival cinematografici e, naturalmente, doppiaggio. Tutto questo è Nido del Cuculo. L’associazione culturale fondata a Livorno nel 2001 e tutt’ora presieduta da Paolo, in arte Paolino, Ruffini è un contenitore di iniziative trasversali a tutti i settori dell’entertainement, anche se la sua anima più autentica è riconoscibile nello spirito cinefilo/trash del suo inventore. Non a caso, vera e propria punta di diamante della ditta di Ruffini&co sono i dissacranti doppiaggi in livornese di clip tratte dai più noti e amati film della storia del cinema popolare.

“Io? Doppio!” diffonde i suoi video prevalentemente tramite internet, con un canale apposito e cliccatissimo su Youtube. Alcuni doppiaggi sono diventati ormai dei veri e propri stracult, come “007 All’Ipercoop”, “Stallone e i suoi problemi intestinali”, “Spiderman In Ascensore”, e i trattamenti speciali delle più famose scene di saghe come “Guerre Stellari” e “Il Signore Degli Anelli”. Un successo che da tempo ha superato i confini della Toscana, facendo divertire e conquistando anche chi non è avvezzo all’irriverenza della parlata livornese.

Ma Paolo Ruffini non è solo inventore e produttore di spettacoli, bensì anche presentatore, vj e attore, ed è in quest’ultima veste che lo abbiamo incontrato, alla conferenza stampa per la presentazione di “Un’Estate Ai Caraibi”, di Carlo ed Enrico Vanzina, dove gli abbiamo chiesto quali sono i segreti del suo successo.

Come nascono le clip di “Io? Doppio!”? Hai un metodo di lavoro particolare? Quante persone lavorano con te ai doppiaggi?
In realtà è tutto affidato all’improvvisazione. Siamo in due, io sono il cinefilo che si guarda i film, ma la parte più importante la gioca il mio collega, a cui sottopongo pellicole da me scelte, sulle quali in pochi secondi e al primo colpo lui comincia a fare battute a ruota in livornesaccio. È un vero talento. Poi insieme doppiamo le clip scelte.

Il Nido del Cuculo ha quasi dieci anni ormai. Eri molto giovane quando lo hai fondato. È totalmente una tua creatura?
Sì, all’inizio è stata una mia idea. Adesso lo gestisco insieme a mia moglie e a poche altre persone. È prevalentemente una casa di produzione e agenzia di spettacoli, una piccola realtà però molto composita. Abbiamo anche una casa editrice, la Non c’è 2 senza tr3sh.

Un’altra tua invenzione è il Joe D’Amato Horror Festival.
Sì, è un festival internazionale di cortometraggi horror, giunto ormai alla sesta edizione. L’ho dedicato a un personaggio che per me è sempre stato un vero e proprio mito, un regista che praticava tutti i generi e che faceva un tipo di cinema divertito e molto autentico, una filosofia che condivido: il vero cinema per me è quello che nasce perché c’è voglia di farlo. Quando c’è la passione vera non servono molti soldi per fare un film.

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