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Niente orpelli, please! Siamo inglesi

Già attivi in precedenza con il nome di Fear Of Flying, i White Lies giungono a Milano per recuperare la data di novembre, cancellata a causa di un malessere del cantante e chitarrista, Harry McVeigh.

Quarantacinque minuti di attesa francamente ci sono sembrati un po’ tanti, ma dobbiamo constatare che la band nel corso del live si è fatta ampiamente perdonare.
Sia per l’emozione e la gratitudine dimostrate ringraziando il pubblico – piuttosto eterogeneo anche se in prevalenza under 25 – ma soprattutto per l’ottima performance che questa giovane band inglese, resa nota ai più per il singolo “To Lose My Life”, ci ha regalato.

Nel corso dell’ora e mezza (scarsina), i White Lies hanno dato prova di grande professionalità, eccellente tecnica e buona forza comunicativa. Sicuramente punta di diamante McVeigh, dotato di una potente vocalità e di un discreto carisma se si considera la giovane età. Lodi anche al batterista Jack Lawrence-Brown, che non si è risparmiato e ha picchiato duro su grancassa & co.

Nessun effetto scenografico, se escludiamo le esplosioni di fumo sul finale, niente stratagemmi per catturare una facile attenzione; sul palco ci sono stati solo loro, la loro semplicità e la loro musica.

Tredici i pezzi suonati, tra cui “Taxidermy”, “The Price Of Love”, “To Lose My Life”, “A Place To Hide” e anche una cover dei Talking Heads: “Heaven”, e, a concludere, “Death”. E non poteva essere altrimenti, anche se noi invece auguriamo lunga vita ai White Lies!

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