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Night Destroyers

I Red Fang sono una delle band rivelazione dell’appena trascorso 2011. Con una raccolta e un solo full length alle spalle sono riusciti a ritagliarsi in brevissimo tempo una fetta di tutto rispetto nel panorama stoner mondiale, al punto di riuscire a supportare gli ormai assurti alla gloria Mastodon nel loro ultimo tour in giro per il globo terracqueo.
Non potevamo quindi farceli sfuggire nella loro tappa romana al Traffic in veste di headliner, accompagnati poi da gruppi più che ragguardevoli come gli americani Black Tusk e i campioni del doom nostrano, i Doomraiser.

Arriviamo al locale, perdendoci purtroppo i Goran D.Sanchez, il gruppo d’apertura della serata, quando i Doomraiser cominciano ad emettere le prime lugubri note. Il Traffic è già stipato e l’afflusso di persone non cesserà per l’intero corso della serata.
I doomster capitolini danno vita ad un’ora di show lisergico e funereo pescando perlopiù brani dagli ultimi due lavori in studio: “Erasing The Remembrance” e “Mountain Of Madness”. I suoni sono perfettamente bilanciati ma leggermente carenti del volume e della botta spacca ventre e timpani tipica delle loro esibizioni live. La novità del moog, suonato dal frontman Nicola “Cynar” Rossi, acuisce il lato più psichedelico del gruppo che, per quei pochi che avessero ancora qualche dubbio, si conferma una realtà solidissima e di assoluta caratura internazionale.

Dopo un rapido cambio palco è il turno degli americani Black Tusk, trio sludge proveniente da Savannah, piccola città della Georgia fucina di una scena metal di tutto rispetto che può annoverare tra le sue fila esponenti del calibro di Baroness e Kylesa.
L’esibizione dei Black Tusk è devastante. Fautori di uno sludge marcissimo dalle tinte thrash, gli americani inondano il pubblico con tonnellate di decibel e vagonate di watt senza dare agli astanti la possibilità di rifiatare per un secondo. Sporchi, luridi, sfrenati, i Black Tusk si sono rivelati la vera sorpresa della serata.

Il tempo di riprendersi e i Red Fang sono on stage. Inizialmente un po’ freddini nonostante le urla di incitamento di tutti i presenti, gli statunitensi si sono via via riscaldati, riuscendo dopo una manciata di pezzi a scatenare la loro peculiare vena guascona e goliardica. Ampio spazio per i brani dell’ultimo disco “Murder The Mountains”, eseguito quasi per intero, e vero e proprio tripudio per “Wires”, “Prehistoric Dog”, cantata più o meno da tutti i presenti in sala, e qualche altro pezzo più datato tratto dall’omonimo disco. Un’intensa setlist quella dei Red Fang, coronata da un gustoso encore con “Hank Is Dead” e “Throw Up” poste a suggello dell’intera serata.

RED FANG Setlist:

Reverse Thunder
Bird On Fire
Dirt Wizard
Sharks
Malverde
Wires
Into The Eye
Number Thirteen
Humans Remain Humans Remains
Good To Die
Prehistoric Dog

Encore:

Hank Is Dead
Throw Up

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